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04/06/2021

SEMPLIFICARE SÌ, MA I CONTROLLI SERVONO

Famiglia Cristiana - Adriano Sansa

APPALTI E RIPRESA / GIUSTO E INGIUSTO
Semplificare non è semplice: non l'aveva capito chi aveva fatto spettacolari falò di leggi e leggine. Così, non avendovi posto mano per tempo, ci troviamo ora a dover sfoltire le norme che regolano gli appalti, per poter realizzare in tempo le opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dovremo riuscirvi presto e bene, che è, coma si sa, possibile ma raro. È vero che le procedure per gli appalti sono complicate e che bisogna snellirle. Ma come e fino a che punto? Sta diventando di moda citare il caso del ponte di Genova, opera drammaticamente urgente, sotto gli occhi della città e del Paese; e di dimensioni contenute rispetto ai grandi appalti ferroviari, stradali, portuali, di conversione ecologica. Insomma, una vicenda eccezionale. Ci occorre trovare una normalità di buone pratiche, in un Paese malconcio quanto a corruzione, mafie, lavoro nero e infortuni. Non sono buone idee le gare al massimo ribasso e le catene di subappalti, che favoriscono quei mali e la cattiva qualità. L'Europa ha dato regole che vanno completate e adattate alla peculiarità italiana. I controlli servono, eccome. È sorprendente che non si insista sulla necessità, parallela alla semplificazione, di competenza, efficienza, prestigio tecnico e morale degli organi pubblici deputati a gare e controlli. Non sono solo le troppe e confuse leggi a rallentare, ma anche cattivi costumi, impoverimento della Pubblica amministrazione, inefficienza. Meglio tenere conto di tutto il quadro per non fallire. •