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01/06/2021

SEMPLIFICARE PER CRESCERE

Avvenire - MICHELE POGGIPOLINI

Lʼanalisi
G entile direttore, mi ha molto colpito l'editoriale del suo giornale affidato a Massimo Calvi sul tema della natalità e dell'importanza di investire nelle famiglie, lo stesso presidente del Consiglio Mario Draghi ha ricordato di recente che bisogna puntare sui giovani e sul futuro delle nuove generazioni. In questi ultimi mesi, vissuti in emergenza pandemica, la crisi economica che ci ha investiti ha messo a dura prova tutto il mondo. I morti che ciascuno di noi ha pianto non sono stati compensati da nuove nascite e la crisi demografica, già in realtà in corso pre-pandemia, si è solo acuita. Concordo con Calvi che si debba fortemente investire con politiche pubbliche importanti sulle famiglie e soprattutto sui giovani, ma il tema mi porta a riflettere anche sulla natalità e mortalità del sistema imprenditoriale negli ultimi due anni del nostro Paese. I primi dati forniti pronosticano un totale di chiusure complessive pari a quasi 107 mila imprese morte nel 2020 e di 63mila la stima sulla mancata nascita delle stesse da marzo 2020. Quando tireremo le somme di questa enorme crisi economica in corso dovremo necessariamente proiettarci su un futuro maturo che cambi non solo il paradigma, per dirla con Mauro Magatti, ma cambi sostanzialmente il nostro modo di stare al mondo, prima di tutto nelle istituzioni e nelle imprese. Il Parlamento Europeo, dopo che la decisione in merito era stata presa nello scorso novembre nel vertice di Lussemburgo tra i ministri dell'Ambiente della Ue, ha fissato in legge l'obiettivo della neutralità climatica per il 2050 e della riduzione del 57% delle emissioni di CO2 nello step intermedio del 2030. Sono obiettivi ambiziosi, che impongono un grande sforzo e la piena riuscita del percorso del Pnrr come acceleratore della transizione ecologica e digitale del nostro Paese. In questa fase di importanti cambiamenti, dobbiamo assumere fino in fondo, nelle scelte e nei comportamenti, la consapevolezza che il futuro dei nostri figli dipende da queste scelte e dalla determinazione nel realizzare gli obiettivi stabiliti dai singoli governi. E gli imprenditori devono anche loro contribuire al raggiungimento di questi obiettivi. Le parole chiave della nuova era saranno: mobilità sostenibile, sicurezza ed emozione, che cambieranno il concetto di auto per come l'abbiamo sempre immaginata. Chi non si adeguerà alle nuove regole di un mercato green sarà fuori da ogni business nei prossimi anni. Lato imprenditori, sono certo che ci faremo trovare pronti a questa fase di cambiamento radicale, ma sono le istituzioni quelle che devono necessariamente mettersi in gioco riformando prima di tutto loro stesse e le regole dello stare insieme nel "sistema Paese". Il Pnrr consegnato alla Commissione Europea prevede ambiziose riforme da realizzare anche in pochi mesi per accompagnare la fase di transizione in corso. Ma è suo piano della semplificazione e sburocratizzazione della Pubblica amministrazione che, a mio avviso, si deve sin da subito puntare. Se ne parla ormai da troppi anni di investimenti pubblici bloccati da procedure troppo intricate, finanziamenti anche europei non utilizzati, lungaggine dei tempi amministrativi, Codice degli appalti inadatto. Quella che abbiamo davanti è "la" sfida! Non abbiamo alternative. Componente del Consiglio generale di Confindustria presidente dei giovani di Confindustria Emilia e direttore esecutivo Poggipolini Spa