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05/09/2020

Semafori intelligenti “Revocate la gara o andiamo dai giudici”

La Stampa - PIERO BOTTINO

alessandria, una ditta contesta la regolarità del bando per i sei impianti
Gli incassi delle multe servono al Comune per risanare il bilancio
Il bando per l'assegnazione dell'appalto per sei nuove postazioni di semafori intelligenti (l'ennesimo di una vicenda iniziata a maggio dell'anno scorso) scadeva ieri mattina. Alla gara hanno partecipato tre aziende, le cui offerte sono «in corso di valutazione». Poi sarà una commissione, ancora da nominare, ad assegnare i punteggi e a stilare la classifica. Ma uno dei concorrenti, la ditta valenzana Blindo Office, ha chiesto la revoca del bando per «molteplici violazioni di disposizione di legge, nonché per danno erariale», minaciando il coinvolgimento di «tutte le autorità, dalla Procura della Repubblica alla Corte dei Conti». Una dichiarazione di guerra, anzi di una nuova battaglia dopo quelle combattute nei mesi scorsi. Sulle multe dei semafori Vista-Red il Comune pensava di poter ricavare risorse importanti per la chiusura di bilancio. - P.35 Riusciranno i nostri eroi del Comune di Alessandria a installare le sei nuove postazioni di semafori intelligenti, che dovrebbero sì rendere più sicuro l'attraversamento degli incroci, ma anche (se non soprattutto) contribuire al risanamento del bilancio attraverso copiose multe? Il bando per l'assegnazione dell'appalto (l'ennesimo di una vicenda iniziata a maggio dell'anno scorso) scadeva ieri mattina, vi hanno preso parte tre ditte le cui offerte sono «in corso di valutazione». Poi sarà una commissione, ancora da nominare, ad assegnare i punteggi. Ma uno dei concorrenti, la ditta valenzana Blindo Office, con una lettera inviata nei giorni scorsi a diversi responsabili comunali, ha chiesto la revoca del bando stesso per «molteplici violazioni di disposizione di legge, nonché per danno erariale». Avverte che, in caso contrario, «non esiteremo a coinvolgere tutte le autorità, dalla Procura della Repubblica alla Corte dei conti». Una dichiarazione di guerra, anzi di una nuova battaglia dopo quelle combattute nei mesi scorsi. Era stato infatti un ricorso della Blindo all'autorità anti-corruzione ad aver fatto annullare a gennaio il bando che aveva assegnato l'installazione dei nuovi semafori alla Traffic Tecnology di Marostica, già ditta installatrice degli impianti semaforici messi in opera cinque anni fa all'incrocio tra via Marengo e la circonvallazione (è probabilmente la seconda ditta partecipante). Per inciso, vengono chiamati comunemente Vista-red, ma è il nome proprio del sistema commercializzato dalla ditta veneta. Sia come sia, la procedura venne ritenuta dall'Anac «sopra soglia», cioè secondo l'authority il Comune aveva fatto rientrare l'appalto in un codice che consentiva una gara negoziata, in quanto l'importo era (di poco) inferiore ai 750 mila euro, invece doveva essere compresa in un'altra tipologia che prevede la necessità di un bando europeo. Quello appunto che scadeva ieri e che, secondo la Blindo, deve essere annullato nonostante vi abbia partecipato probabilmente per aver titolo in un eventuale ricorso. Ma per quali ragioni? Tre sostanzialmente: intanto «i requisiti di partecipazione presentano vincoli immotivati». Poi c'è la questione della cosiddetta «scrematura»: i valenzani sostengono che il sistema della concorrente TrafficTecnology (il braccio di ferro è di fatto solo con lei) dà troppi «falsi positivi», cioè episodi non passibili di una multa che devono essere vagliati a mano e per questo viene messa a disposizione una procedura a parte (e a pagamento). L'ultimo appunto è relativo all'importo a base d'asta: 1,3 milioni. «Una cifra tre volte il valore di mercato» afferma la Blindo citando un caso che la riguarda da vicino. Infatti ha vinto l'appalto per il semaforo intelligente tra spalto Gamondio, via Don Orione e corso IV Novembre: in allestimento, dovrebbe entrare in funzione tra breve. Gara aggiudicata, con consistente ribasso, per 133 mila euro. «È un sistema che controlla 12 corsie, invece per controllarne circa il triplo, cioè 34, si parte da dieci volte tanto». In Comune, però, non ci stanno e fanno rilevare che: sui requisiti richiesti tutte le opinioni sono legittime, ma ci si è affidati a un consulente esterno, insomma i «vincoli immotivati» vanno dimostrati. Sull'efficienza del sistema di rilevazione, la questione riguarda la ditta tirata in ballo, che potrebbe anche sentirsi diffamata. Infine sull'importo ritenuto esagerato, la replica è matematica: «Bindo Office dimentica di dire che il suo appalto è annuale, quello a bando triennale: comprensibile che la cifra base risulti il triplo». Conclusione: si va allo scontro. Il rischio è però che tutto si blocchi di nuovo e questi semafori intelligenti restino una chimera chissà fino a quando. «Ma solo se riescono a ottenere una sospensiva dal Tar - dicono in Comune -, altrimenti andiamo avanti». Badoglianamente si potrebbe dire: la guerra continua. Sperando che non finisca come quella volta. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La ditta Blindo Office di Valenza si dice pronta ad andare in Procura e alla Corte dei Conti