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28/04/2020

segue dalla prima Giuseppe Caforio Pandemia econom…

Il Messaggero

segue dalla prima
Giuseppe Caforio
Pandemia economica per la quale, con solerzia pari a quella usata per combattere il contagio, bisogna magari anticipare, e comunque programmare e realizzare interventi in modo tempestivo. Bene i 39 milioni messi a disposizione dalla Giunta Regionale quale primo atto, e tuttavia essi appaiono una goccia nel mare delle perdite, che, come dichiarato dalla stessa presidente Tesei, hanno raggiunto i nove zeri.
La storia dell'umanità ha visto altre pandemie e soprattutto altre crisi economiche devastanti. In tali contesti si sono formate scuole di pensiero e prassi operative che spesso sono state di grande aiuto per uscire dal guado.
È noto che in macroeconomia campeggiano due linee principali: quella di chi ritiene, con Smith e Say, che il mercato con le sue dinamiche è in grado di regolare gli squilibri e l'idea che, invece, per creare ricchezza occorra un massiccio intervento pubblico, come sosteneva Keynes.
Di fronte alla gravità della crisi attuale, anche i più convinti liberisti non possono che accettare una momentanea prospettiva keynesiana, quantunque con degli aggiustamenti. Si auspica che l'Amministrazione regionale, in forza del principio che chi fa da sé fa per tre, senza aspettare l'eventuale intervento statale, vari, magari unitamente agli enti locali un ambizioso progetto di interventi strutturali pubblici da realizzarsi nelle forme giuridiche e economiche più diverse.
Oltre all'indebitamento tradizionale con ricorso a mutui e a strumenti finanziari propri di natura privatistica, è possibile sicuramente a procedere anche a grandi programmi di interventi privati in opere pubbliche. In questo senso esistono strumenti collaudati come è il project financing, ma, nei meandri nel Codice degli Appalti e della disciplina pubblicistica, ve ne sono altri che consentono di unire obiettivi pubblici con finanza privata; un esempio è il Contratto di Disponibilità previsto dall'articolo 188 del Codice degli Appalti, uno strumento utile per un nuovo corso dei lavori di pubblica utilità che favorisce la sinergia tra iniziativa privata e pubblica. Tutto ciò, proprio secondo le regole keynesiane, crea un circolo virtuoso: diventa un moltiplicatore di ricchezza, abbassa la disoccupazione, aumenta i consumi e quindi costituisce un volano per la ripresa.
Quello che il Covid ci ha insegnato, qualora non l'avessimo capito, è che siamo in una fase in cui ogni Regione va per la sua strada e noi, nel nostro piccolo, dobbiamo imparare ad andare per la nostra, volando alto.