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20/08/2021

SEGUE DALLA PRIMA

La Nuova Sardegna - di MONICA SCANU

PUNTA GIGLIO PROGETTO SOSTENIBILE
di MONICA SCANU*Il "tema" è un intervento di valorizzazione, oramai quasi concluso, a Punta Giglio, all'interno del Parco di Porto Conte. Si tratta dei lavori di trasformazione della ex batteria navale SR 413, collocata in una area naturalistica di grande pregio, di competenza dell'Agenzia del Demanio. Le prime segnalazioni risalgono al 2018, e vertono sul tema della "legittimità" dei partecipanti al bando, ovvero allora si segnalava che nessuna società o cooperativa sarda avesse partecipato al bando.Il progetto di valorizzazione della ex batteria navale S.R. 413 di Punta Giglio (Alghero) è stato messo a punto da una cooperativa, Quinto Elemento, che ha partecipato al bando pubblico promosso dall'Agenzia del Demanio, proprietaria del Bene, nell'ambito del progetto nazionale "Cammini e percorsi" e ha regolarmente vinto, fra una decina di partecipanti. Il lavoro di Quinto Elemento è un progetto di valorizzazione del luogo che, come richiesto dal Bando, deve avere una sua sostenibilità economica. Quinto Elemento ha pensato di utilizzare, nel rispetto delle loro specificità e delle loro caratteristiche, le pre esistenze che si trovavano nell'aerea, ovvero la batteria e la cisterna, attualmente completamente inutilizzati, progettando un ostello da 20 posti, con camerate da tre/quattro persone, un luogo di ristoro con 30 posti all'interno e 50 all'esterno, e una vasca poco profonda. Il progetto è stato approvato con prescrizioni dalla Soprintendenza, che ha espresso le proprie indicazioni e raccomandazioni. Il Parco Regionale di Porto Conte ha partecipato al Tavolo Tecnico e ha espresso parere favorevole. Il cantiere è oggi quasi completato, le indispensabili opere di urbanizzazione primaria sono state realizzate utilizzando il sito stradale esistente. Il luogo sarà fruibile a breve per un numero maggiore di persone interessate alle bellezze naturali e storiche nel rispetto dell'ambiente, della fauna e dei suoi ritmi biologici. Come anticipato al Comitato, siamo convinti che sia possibile inserirsi con nuove attività anche in contesti delicati e simili a questo. Il FAI ha lavorato in questo senso in più di una occasione, ad esempio a Punta Mesco, al Podere Case Lovara, dove è stato ripristinato un compendio agricolo in un'area protetta, accrescendo la qualità ecologica del luogo. Infine, unico rammarico è che il Comitato Punta Giglio Libera, che esprime al suo interno anche parecchie competenze tecniche, non si sia organizzato per partecipare al Bando dell'Agenzia del Demanio con la sua proposta di progetto di museo storico - ambientale a fruizione diurna. E che, come loro, non abbiano partecipato al Bando altre realtà espressione del territorio algherese o più in generale sardo. * Presidentessa FAI Sardegna