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27/08/2020

Segreto di banco

Il Foglio - Luciano Capone

Gli affidamenti gestiti da Arcuri che gli italiani hanno il diritto di conoscere. Perché trasparenza significa efficienza
Roma. " Siamo inchiodati a discutere sui banchi a rotelle, non riusciamo neanche a sapere quali sono le 11 imprese che li starebbero fabbricando, siamo al paradosso che c ' è una sorta di segreto di stato su una gara pubblica " , ha detto alla Stampa il presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Da due settimane abbiamo posto alla struttura del commissario Domenico Arcuri diverse domande sulla gara (se è chiusa o meno, se i contratti sono stati firmati, i nomi delle aziende vincitrici). Non si può sapere, bisogna aspettare 30 giorni. ( segue nell ' inserto IV) Questa forma di riservatezza, con l ' ap pello alla norma del codice degli appalti che dà un mese di tempo per pubblicare le informazioni sulla gara, non è solo un segnale di insofferenza su un tema, quello della riapertura delle scuole e dell ' acqui sto dei banchi, ancora irrisolto e contraddistinto da modifiche e rinvii che alimentano l ' incertezza sull ' avvio dell ' anno sco lastico. Ma rientra in un più generale atteggiamento da marchese del Grillo ( " io so ' io ..." ), che sta caratterizzando l ' azione del commissario straordinario. Il Corriere della Sera, in un articolo di Federico Fubini che riportava un ' analisi della Fondazio ne Openpolis e del Gran Sasso Science Institute, ha mostrato come la gestione dei fondi spesi per l ' emergenza Covid (quasi 10 miliardi di euro) sia stata caratterizzata da una mancanza di trasparenza. " Dopo aver messo online a disposizione di tutti i dati sulle forniture sanitarie alle regioni, presto metteremo anche tutti i dati sui nostri acquisti, con fornitori, quantità, sconti e modalità di ingaggio dei fornitori. Prepariamo un software, presto accadrà " , aveva dichiarato il 7 aprile il commissario Arcuri. Ma nulla di tutto ciò è accaduto. Dopo quasi cinque mesi da quella promessa non è possibile conoscere l ' esito di gran parte dei bandi, che per quanto riguarda la struttura commissariale ammontano a circa 2,2 miliardi. Più sorprendente della mancanza di trasparenza è la giustificazione data da Arcuri: " E ' vero che non abbiamo pubblicato i dati - ha dichiarato al Corriere della Sera - . Lo faremo quando saremo certi di evita re che vengano strumentalizzati per polemiche politiche " . Quindi né ora e forse neppure mai, sicuramente fino a quando il commissario vorrà. E per il momento il commissario può decidere autonomamente, un po ' come il marchese del Grillo, di non rendere conto del suo operato perché ciò potrebbe comportare " polemiche poli tiche " . E ha anche stabilito che a suo giudi zio queste possibili polemiche politiche non ci debbono essere, o meglio che i cittadini non hanno diritto a criticare il commissario (come d ' altronde i giornali sgra diti a cui non vuole rispondere). Paradossalmente, con le sue parole Arcuri conferma che quello di Bonomi non era affatto un paradosso: c ' è davvero una sorta di segreto di stato sugli altri affidamenti e sulle negoziazioni della struttura commissariale. C ' è però un problema. La facoltà di ap porre il " segreto di stato " , al fine di salva guardare l ' interesse nazionale, è riservata al potere esecutivo. E durante questa emergenza c ' è stato un caso in cui il gover no si era opposto alla pubblicazione di alcuni documenti delicati: i verbali del Comitato tecnico-scientifico (Cts) che sono stati alla base dei dpcm emessi durante il lockdown. Eppure, dopo una richiesta della Fondazione Einaudi e dopo un ricorso vinto al Tar, il governo ha deciso - prima del giudizio del Consiglio di stato - di dese cretare e pubblicare i verbali del Cts. Si tratta sicuramente di documenti più sensibili rispetto agli appalti e ai contratti per l ' acquisto di beni come le mascherine o i banchi scolastici. Ma a parte il contenuto delle informazioni, a livello costituzionale non spetta a un burocrate, a un funzionario pubblico come Arcuri, stabilire quali informazioni sia giusto che i cittadini conoscano o meno sulla base di astratte e ipotetiche considerazioni politiche. In questo modo si viene meno a un principio fondamentale del nostro ordinamento, e della cultura democratica, codificato non a caso nel decreto " Trasparenza " : " La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all ' atti vità amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull ' utilizzo delle risorse pubbliche " . Un funzionario pub blico non può avere la facoltà di non divulgare informazioni rilevanti per " evitare che vengano strumentalizzate per polemiche politiche " , proprio perché quello di poter fare " polemica politica " è un diritto dei cittadini singoli o riuniti (in giornali, partiti e associazioni). Altrimenti non sarebbero cittadini ma sudditi. Il ruolo che Arcuri ha sinora svolto - nel l ' approvvigionamento di ventilatori, dpi e banchi - è stato sicuramente complicato e anche delicato. Ma l ' emergenza non è in contrasto con la trasparenza. Sicuramente durante una crisi drammatica le necessità obbligano a derogare dalle procedure ordinarie per accelerare i tempi, e per questo il governo ha conferito al commissario poteri straordinari. Ma, come dice Openpolis, " la trasparenza non è un intralcio burocratico " . Anzi, proprio perché ci sono dei poteri straordinari e non funzionano le procedure ordinarie, a maggior ragione è necessaria più trasparenza affinché ci sia una maggiore forma di controllo. Non tanto sull ' onestà dei fun zionari pubblici - che è fuor di dubbio fino a prova contraria - ma perché una maggio re circolazione delle informazioni è utile anche a chi opera durante l ' emergenza per individuare eventuali errori e correggerli. " Da un grande potere derivano grandi re sponsabilità " , diceva lo zio Ben Parker al l ' Uomo Ragno. Una delle responsabilità più importanti per le istituzioni è la trasparenza. Luciano Capone