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04/08/2020

Seggiovia, ecco 12 milioni dalla Regione Il governatore: «Fate presto o ve li tolgo»

Il Mattino

dall'inviato
LACENO. Umberto Patrone studente di Economia e cameriere alla Lucciola aggancia De Luca per un selfie: «Lei attira più di Salvini, anche la Campbell è una sua fans». E lui: «La dovevo incontrare trenta anni fa». Poi il discorso diventa più concreto, si fa da presso la storica barista, la signora Caterina Meloro: «Presidè, senza seggiovia qui non si fa niente». Lui, che alle 9,30 in punto ieri mattina si è seduto al tavolino in attesa di parlare alla carovana rosa, spiega ai presenti abbandonando i toni roboanti: «Noi ci abbiamo messo 12 milioni, ora loro devono sapere cosa fare».
I 12 milioni sono quelli della delibera regionale che nei giorni scorsi è stata approvata e che arriva al termine di un percorso che l'amministrazione comunale di Bagnoli Irpino ha portato a termine.
Dovrebbe sanare tutte le difficoltà che negli ultimi due anni hanno portato alla chiusura degli impianti di risalita ed ad un contenzioso monstre con la famiglia Giannoni, gli eredi del fondatore delle attività sciistiche al Laceno. Il progetto funivia diventa realtà o quasi, De Luca lancia però subito il monito: «Ci abbiamo messo 12 milioni, se entro un mese i comuni non fanno i bandi, quei soldi ce li riprendiamo». Il sindaco di Bagnoli, Teresa Di Capua, dà rassicurazioni: «Abbiamo messo a punto i bandi, stia tranquillo. Un bando per l'affidamento delle opere riguarda la realizzazione di un'avveniristica seggiovia a quattro posti, velocissima e come va di moda adesso con i sedili riscaldati». Non ci sono impianti di innevamento artificiale. «Tanto qui lo zero termico non si raggiunge mai», dice uno dei residenti. L'obiettivo è arrivare, secondo il progetto di ingegneria societaria del segretario comunale Filippo Giuditta, ad una società in house con dentro un dieci per cento di pubblico rappresentato dall'amministrazione comunale, un altro dieci per cento dovrebbe essere quello dell'associazione albergatori del Laceno. La gara di evidenza pubblica per la ricerca del socio privato potrebbe partire subito. Il limite di due anni per la realizzazione dell'opera è quello più realistico al momento. Resta un dubbio sulla gara per il partner tecnico, colui il quale dovrebbe mettere il know how per la gestione dell'impianto. Ovviamente il pensiero andrebbe immediatamente alla famiglia Giannoni. Chi più di Marzio Giannoni, erede dell'ingegnere per antonomasia, Franco Giannoni, potrebbe gestire un impianto al Laceno? Anche Acamir, l'agenzia pubblica regionale che si occupa di trasporti, avrebbe potuto gestire l'impianto, ma il comune di Bagnoli è fermamente intenzionato a mantenere fuori dai giochi i napoletani.
Il Comune non intende bandire una gara che preveda da subito anche la gestione dell'impianto, ma in sostanza preferisce prima costruire quel che c'è da costruire e poi pensare al resto. Ma c'è dell'altro. Rimane aperto lo scontro legale con la famiglia Giannoni che non si è risolto davanti al consiglio di Stato con la cessione dell'area demaniale e il no fermo al rinnovo della concessione scaduta. Tra l'altro il sodalizio si è chiuso con una serie di dispetti veri o presunti che hanno avvelenato i rapporti. Giannoni avrebbe rinunciato ai finanziamenti pubblici per la manutenzione degli impianti quando ha saputo che non ci sarebbe stato rinnovo della concessione e questo avrebbe impedito al Comune subentrante di lasciare aperte le seggiovie. Giannoni a sua volta avrebbe fatto un pressing ritenuto dall'amministrazione di Bagnoli come «indebito» sugli uffici regionali che stavano istruendo le pratiche per il finanziamento del nuovo impianto. Ci sarebbe finanche un'inchiesta della procura di Avellino dopo le denunce reciproche. «Stanno chiedendo un finanziamento per costruire un'opera sui nostri terreni» dicono i Giannoni. «Il Comune è pronto a riconoscere che alcune particelle sono di proprietà dei privati, ma spiega anche che il nuovo impianto sarà realizzato su un tracciato leggermente diverso.
Insomma la contesa non è affatto chiusa. E se De Luca spinge perchè si facciano subito i bandi, ha i suoi buoni motivi.
g.c.
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