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23/06/2019

Sede contesa dei pescatori Il Comune prepara il bando

Il Secolo XIX

sestri levante
L'ufficio di via Pilade Queirolo sarà assegnato a un'associazione pescasportiva Ma dovrà essere messo a disposizione dei professionisti su loro richiesta
Sara Olivieri / SESTRI LEVANTE I 23 metri quadrati più contesi di via Pilade Queirolo passano di mano. L'ufficio (quasi mai utilizzato) dei pescatori professionisti di Sestri Levante non sarà più gestito dall'associazione omonima che li rappresenta, ma da un'associazione di pesca sportiva dilettantistica, che però dovrà mettere a disposizione il locale per le riunioni della categoria professionale. Previa richiesta e con cadenza mensile. A imprimere la svolta nella diatriba che prosegue da mesi fra i pescatori professionisti e i pescasportivi dell'associazione A Caladda è la delibera della giunta comunale numero 112. Il documento detta gli indirizzi del bando pubblico che avrà il compito di designare il nuovo gestore del locale, che sorge accanto al mercato del pesce di via Queirolo. «Stiamo aspettando l'ok dalla Regione, con cui ci sono stati diversi incontri, sull'impostazione dell'avviso - fa sapere la sindaca, Valentina Ghio -. Potevamo evitare il bando, ma vista l'attenzione sul tema abbiamo preferito la procedura più rigorosa possibile». Il bando dovrà essere formulato dagli uffici comunali e poi pubblicato, ma a rivendicare l'ufficio è la Caladda. Il locale attiguo al mercato del pesce, entrambi costruiti con i fondi destinati alla pesca professionale, è sorto dove un tempo si trovava la sede dell'associazione; i soci avevano acconsentito alla demolizione dietro la promessa di ricevere una sede alternativa, che al momento si trova in un prefabbricato di legno a poca distanza, ritenuto inadatto. Lo scorso febbraio, allo scadere del vincolo decennale che legava l'ufficio ai pescatori professionisti, la Caladda si è rifatta avanti e ha chiesto conto del vecchio patto. A mettere il primo bastone fra le ruote è stata la Regione Liguria, che ha minacciato il Comune di revocare alcuni finanziamenti destinati alla pesca professionale. I 23 metri quadri dell'ufficio, infatti, rientrano nelle superfici minime destinate alla pesca professionale e costuiscono un requisito per ottenere i fondi. «Abbiamo riconteggiato le superfici e la somma è più alta di quella stimata inizialmente - ribatte Ghio -. La nostra proposta è di mantenere l'ufficio nella disponibilità dei pescatori professionisti, ma la superficie non è determinante». Ora il secondo ostacolo è la contrarietà dei pescatori professionisti. «Siamo delusi dalla decisione della giunta- commenta il presidente dell'associazione, Franco Po -. E' una questione di principio: il Comune ha ricevuto oltre 1 milione di euro di fondi per la pesca professionale, spesi per migliorare l'area portuale, di cui tutti godono. E' la seconda volta che il Comune ci sfratta: la prima è stata quando ha demolito la baracca di viale Rimembranza, per sostituirla con la nuova sede che con i pescatori non c'entra niente». Nei prossimi giorni, i professionisti si riuniranno per decidere se impugnare il futuro bando o meno. Per la Caladda, la decisione della giunta comunale rispecchia la soluzione desiderata. Nella delibera si legge che il bando sarà riservato alle associazioni sportive dilettantistiche locali finalizzate alla pesca, già costituite, e che uno dei requisiti valutati sarà la «prossimità della attuale sede/deposito barche rispetto al locale». Difficile battere la Caladda, dunque. «Già in passato avevamo proposto di gestire il locale, lasciandolo a disposizione dei professionisti quando ne avevano bisogno per le riunioni - spiega il presidente dell'associazione, Diego Goatelli -. Speriamo che questa sia l'occasione per avviare il dialogo che ormai manca da qualche anno». -

la minoranza

«Nella delibera passaggi poco convincenti»

«I pescatori professionisti avranno utilizzato poco il locale, ma assegnare il locale ad altri continua a sembrarmi una violazione»: il consigliere Marco Conti (Riprenditi Sestri-Sestri Popolare) mette in guardia il Comune. «Nella delibera ci sono passaggi poco convincenti. Nel conteggio delle superfici dedicate alla pesca professionale è stato incluso anche un ittiturismo, senza il quale non si raggiunge la soglia minima richiesta. Dopo aver attinto dai fondi per la pesca le risorse per mettere in sicurezza il porto, non mi sembra giusto togliere il locale a chi di pesca campa. Da legittimi concessionari, i pescatori professionisti diventeranno ospiti. Verificheremo la legittimità dell'atto». -

Foto: La sede di via Pilade Queirolo contesa tra pescatori dilettanti e professionali