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01/07/2021

«Se non velocizziamo le procedure, rischiamo il flop delle opere finanziate dall’Ue»

Avvenire - PAOLO VIANA

INTERVISTA AL SINDACO DI PESARO MATTEO RICCI, PRESIDENTE DELLE AUTONOMIE LOCALI
Da domani a Bologna l'assemblea Ali con diversi ministri. Il loro "numero uno" chiede al suo partito, il Pd, di «cambiare mentalità»
L a velocità è democratica. Lo slogan è pronto per l'Assemblea nazionale delle Autonomie locali italiane, che riunirà domani e venerdì a Bologna oltre 300 amministratori locali, oltre ai ministri Orlando, Cingolani, Gelmini e Bianchi. Sul tavolo, il presidente Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro, mette i soldi dell'Europa: un "bottino" di 224 miliardi, quelli del Pnnr, che dovrebbero indurre le forze di sinistra e riformiste a cambiare mentalità. Ricci lo dice chiaramente in quest'intervista. Arrivano i soldi, perché queste facce torve? Siamo preoccupati perché rischiamo di perdere un'occasione storica: per la prima volta, il problema non sono le risorse, ma i tempi di spesa e realizzazione delle opere. I finanziamenti europei prevedono l'obbligo di concludere tutto entro il 2026 e con l'attuale normativa non è possibile. Sono stati fatti dei passi in avanti con il decreto Semplificazioni, ma la strumentazione resta insufficiente. Il problema riguarda solo gli enti locali? No, ma il sessanta per cento dei fondi del Recovery arriverà sui territori attraverso le autonomie e siamo preoccupati: un'opera da cento milioni richiede in media quindici anni di lavori. Rischiamo il flop. Perché ce ne accorgiamo soltanto adesso? Ereditiamo un'impostazione culturale sbagliata. Lo dico ai miei amici e compagni di sinistra: dobbiamo liberarci dall'idea che semplificare in amministrazione significhi favorire l'illegalità, perché non è vero, semmai è il contrario: la criminalità cerca di aggirare una procedura farraginosa. Chi soccombe sono le persone oneste: professionisti, famiglie, imprenditori, sindaci. Sembra passato un secolo dalle polemiche sulla legge Obiettivo di Berlusconi... Ora la velocità è di sinistra? Abbiamo appena approvato un documento che dice esattamente questo: la velocità è democratica. Tuttavia, nel mio partito e nella mia area politica c'è ancora chi non ne è convinto e frena, facendo inconsapevolmente il gioco di chi vuole dimostrare che la democrazia non è efficiente. Cosa dovrebbe convincerlo? La realtà: oggi la velocità crea opportunità di lavoro. Creare lavoro è di sinistra. Orlando è un ministro veloce? È stato bravo a porre un problema semplice: non si possono liberalizzare i licenziamenti finché non ci sarà una vera ripresa, ergo si deve trovare, e si è trovata, una mediazione per i settori in crisi. Per una ragione uguale e contraria, si deve velocizzare l'amministrazione per avere prima una ripresa più sostenuta. Ci spieghi perché oggi non è così. Prendiamo l'edilizia sostenibile. Per l'ecobonus 110 servono ancora procedure lunghissime, eppure stiamo parlando di un'attività che non consuma territorio e che fa da volano a impiantistica, arredamento, ecc. Idem per i lavori pubblici. Il codice degli appalti non funziona, è in deroga e andiamo lentissimi. Cosa proponete? L'Assemblea bolognese avanzerà delle proposte, come far diventare il silenzio assenso un elemento centrale delle procedure, sfoltire i pareri, ridurre e velocizzare le conferenze dei servizi, togliere poteri alle sovrintendenze, introdurre l'autocertificazione e i controlli successivi mentre ora precedono l'autorizzazione. Cosa succederà se tutto resterà com'è? Il decreto Semplificazione contempla la possibilità di commissariare il Paese: se dovesse rendersi conto che tutto si blocca, Draghi non avrebbe alternative. Ma per chi crede nelle regole e nella democrazia sarebbe una sconfitta, perché passerebbe l'idea che in Italia si fanno le cose solo coi commissari, stile Ponte di Genova.