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22/05/2021

Se l ‘ antica Barium si scopre in pieno centro: ecco i resti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

DOPO LA SCOPERTA DURANTE I LAVORI DELL ' ACQUEDOT TO NON È LA PRIMA VOLTA E LA ZONA ERA GIÀ NOTA PER ANALOGHI RISULTATI EMERSI DAGLI SCAVI
Esami sui reperti di età romana di via Argiro. Antica pavimentazione? SOPRINTENDENZA Approfondimenti da parte di Maria Piccarreta con gli esperti Annese e Delù
Iresti sono lì, in pieno centro, sotto un marciapiede che abbiamo calpestato infinite volte: è il passato arcaico della città di Bari che si manifesta e che sorprende. L ' altro gior no il ritrovamento degli antichi reperti durante i lavori di risanamento della rete idrica cittadina. Immediata la sorveglianza archeologica della Soprintendenza, insieme alla curiosità dei baresi. È emerso un lastricato che testimonia la presenza di un ' antica pavimentazione. I lavori - avviati dall ' Acquedotto Pu gliese nell ' ambito del progetto deno minato «Risanamento Reti 3» per il rifacimento di circa 19 chilometri della rete cittadina per un valore di 8,6 milioni di euro - sono seguiti dalla Soprintendenza attraverso la sorveglianza archeologica, come previsto dal codice degli appalti nella procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico. Nello specifico, nella centrale via Argiro, posta a breve distanza dal nucleo antico della città, è emerso un ampio palinsesto di evidenze archeologiche. Dalle primissime analisi ed osservazioni sono inquadrabili tra età romana e tardoantica; sia pure in parte intaccate dalla rete dei sottoservizi preesistenti, tali evidenze forniscono una testimonianza assai preziosa ai fini della ricostruzione del quadro insediativo dell ' area extra moenia di Barium. Questa zona della città era peraltro già nota per rinvenimenti archeologici (assi viari, tombe, epigrafi), emersi alla fine dell ' Ottocento-inizi del Novecento. Durante le attività di scavo sono state individuate, per quanto parzialmente compromesse, alcune tombe a fossa terragna - una delle quali conserva parte della copertura in lastre calcaree di grandi dimensioni - ed alcuni piani di frequentazione messi in opera utilizzando materiale eterogeneo come pietrame e laterizi. Uno di questi, maggiormente strutturato, sembra configurarsi come un lastricato in pietre calcaree. I rinvenimenti ceramici (ceramiche fini da mensa italiche ed africane) sembrano confermare. Gli approfondimenti in corso in questi giorni - si legge nel comunicato stampa di Soprintendenza e Aqp - sono condotti grazie alla disponibilità di Acquedotto Pugliese da sempre attento al patrimonio archeologico. La direzione scientifica è della Soprintendenza (arch. Maria Piccarreta Soprintendente, Caterina Annese funzionario archeologo, Elena Dellù funzionario antropologo). Il lavoro sul campo è seguito dagli archeologi della Faber srl (Vito Lucente e Michele Sicolo). A conclusione dei lavori di scavo e delle successive indagini, si potranno acquisire ulteriori importantissimi dati; in particolare, informazioni sia sull ' organizzazione e articolazione dello spazio insediativo del suburbium me ridionale della città sia sulla dislocazione dello spazio necropolare e sul collegamento con i vicini centri Bu tuntum e Caelia , l'antica Ceglie. [r.c.]

Foto: LA STRADA VERSO CEGLIE E BUTUNTUM Tra le ipotesi, si studiano i collegamenti viari dell ' epoca. Qui, immagini dei resti [foto Luca Turi]