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25/09/2020

Se il rimborso non c’è Oppure copre solo una parte dei costi

Corriere della Sera - Maria Giovanna Faiella

Dossier
In diversi casi le attrezzature vanno personalizzate e deve provvedere il malato. Altre volte il problema è invece rappresentato dai tempi lunghi per le autorizzazioni
Assunta soffre di linfedema al braccio in seguito a un intervento di mastectomia: «Ho un'invalidità superiore ai due terzi ma lo specialista mi ha detto che il Servizio sanitario ancora non passa gli ausili di cui ho bisogno - racconta -. Ho speso 511 euro per comprare l'apparecchio per la pressoterapia, 111 euro per il bracciale compressivo, mentre le bende per il linfodrenaggio costano 18,40 euro l'una. Io me lo posso permettere ma chi non può come fa a curarsi?».

Mario, affetto da grave ipoacusia, per avere le protesi acustiche adatte al suo caso ha dovuto integrare di tasca propria la somma rimborsata dalla Asl: «Il costo dei due apparecchi era di 5mila euro - ricorda -. L'Asl mi ha rimborsato 1.300 euro».


Sono solo due testimonianze di pazienti che avrebbero diritto, almeno sulla carta, ad ausili a carico del Servizio sanitario nazionale in quanto inclusi nel nomenclatore dell'assistenza protesica del 2017, ma non ne usufruiscono per via della sua applicazione solo parziale.


I costi elevati sostenuti per l'acquisto di protesi e ausili non rimborsati dal Ssn, o per integrare la differenza di prezzo rispetto ai prodotti che passa la Asl, sono segnalati da più della metà delle associazioni di pazienti che hanno partecipato al «Rapporto sulle politiche della cronicità» (2019) del Coordinamento nazionale Associazioni malati cronici di Cittadinanzattiva (si veda infografica).


Chi ha una patologia cronica o rara arriva a spendere fino a 7 mila euro l'anno per l'acquisto dei dispositivi necessari. I disagi non finiscono qui. Tra i principali scogli che persone già fragili devono affrontare per avere gli ausili ci sono i tempi troppo lunghi impiegati dalle Asl per l'autorizzazione e il rinnovo. E quando lo si ottiene, in diversi casi il dispositivo è inadeguato ai propri bisogni e non personalizzato.


Spesso, poi, i pazienti sono disorientati poiché non ricevono informazioni chiare rispetto ai prodotti o ai modelli che spettano loro di diritto e devono districarsi anche tra procedure burocratiche, «rimpallati» da un posto all'altro prima di ottenerli. «Capita anche che lo specialista prescriva all'assistito un dispositivo inserito nel nomenclatore e l'Asl dica che non gli spetta, per esempio perché la ditta che si è aggiudicata l'appalto non lo fornisce» riferisce Salvatore Zuccarello, di Cittadinanzattiva.


Con la nuova normativa del 2017 alcuni tipi di dispositivi, prima contenuti nell'elenco di quelli realizzati «su misura», cioè appositamente per una persona, dall'officina ortopedica o da altri professionisti abilitati, remunerati in base a una tariffa, sono stati trasferiti nell'elenco dei dispositivi «di serie», individuati dalle Asl tramite procedure pubbliche di acquisto.


Sottolinea Vincenzo Falabella, presidente Fish, Federazione italiana per il superamento dell'handicap: «Il ricorso a gare d'appalto per l'acquisto di alcuni ausili come, per esempio, le carrozzine e quelli monouso (si veda articolo a destra), comporta una scelta limitata e, soprattutto, non garantisce il percorso riabilitativo che ha portato lo specialista a optare per quel prodotto "su misura" adatto alle reali esigenze della persona.


Per esempio: se una carrozzina, che costa 12 mila euro, viene aggiudicata a 7-8 mila euro, non potrà avere le stesse caratteristiche, e questo comporta che bisogna sborsare quattrini per poter avere il prodotto idoneo, ma molte persone con disabilità sono già impoverite».


A sostenere che l'attuale modello di acquisto penalizza le persone con «disabilità grave e complessa» è anche Confindustria - Dispositivi medici. Spiega il presidente dell'Associazione Ausili, Alessandro Berti: «Abbiamo chiesto alla Commissione nazionale per l'aggiornamento dei Lea, come prevede la Legge n. 96 del 2017 (art. 30 bis), di escludere dalle gare determinati ausili definiti «complessi» poiché devono essere utilizzati da persone con malattie gravi e complesse. Sono prodotti quali, per esempio, carrozzine superleggere, quelle elettriche con comandi speciali, carrozzine verticalizzabili.


«Vanno individuati ad personam in base alla patologia e alle caratteristiche del paziente dopo un processo che richiede una serie di prove e valutazioni, quindi "cuciti su misura". Se vengono aggiudicati con una gara d'appalto standard, c'è un'alta probabilità che non siano appropriati non risolvendo il problema specifico del paziente, anzi: possono causare anche patologie collaterali» conclude Berti.


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Le criticità segnalate dalle associazioni nell'assistenza protesica e integrativa Principali protesi oggetto disegnalazione - Montascale mobile, sollevatore, deambulatore - Materassi e cuscini antidecubito - Protesi arti inferiori - Carrozzine - Scarpe ortopediche, plantari e calze elastiche - Apparecchi acustici - Busti e corsetti ortopedici Censis, 2019, Ricerca «Sentirsi bene. Il valore sociale dell'audioprotesi» Fonte: Rapporto CnAMC - Cittadinanzattiva, 2019 0 10 20 30 40 50 60 Erogazione di dispositivi difettosi Interruzione delle forniture Erogazione di ausili diversi da quelli prescritti Necessità di sostenere la differenza di prezzo Presidi, protesi ed ausili necessari non ancora compresi Mancato adattamento dei dispositivi Difformità regionali rispetto alla qualità Dispositivi inadeguati rispetto ai bisogni dei pazienti Difformità regionali rispetto alla quantità Costi sostenuti da pazienti e famigliari per l'acquisto Tempi di autorizzazione e di rinnovo troppo lunghi 3,7 7,4 11,1 25,9 26,6 29,6 33,3 37,0 48,1 51,8 59,2 Le protesi acustiche applicate in Italia nel 2018 450 mila Circa Sono state totalmente o parzialmente 40% rimborsate dal SSN

Da sapere

Il nomenclatore

I piani terapeutici

I nuovi destinatari


Foto:

Nel nomenclatore sono definite caratteristiche tecniche e riabilitative degli ausili per agevolare l'individuazione
di quello più adatto.


Foto:

I piani terapeutici per la fornitura di ausili

e dispositivi monouso, in scadenza durante

lo stato di emergenza da Sars-Covid-2, sono stati prorogati fino

al 31 ottobre


Foto:

Tra i nuovi destinatari degli ausili protesici

ci sono le persone affette da alcune malattie rare e quelle in assistenza domiciliare integrata