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09/07/2020

SE BASTA UN UCCELLINO A FAR VOLARE VIA LA FERROVIA

La Gazzetta Del Mezzogiorno

di FILIPPO SANTIGLIANO C'è chi vuole modificare il Codice degli appalti per accelerare la consegna delle opere, chi invece guarda alla svolta green per portare l'alta velocità sull'Adriatica (ministri De Michelis, Franceschini e Provenzano) e chi infine in sede di valutazione di impatto ambientale boccia il progetto per la costruzione del secondo binario, da Lesina (Foggia) a Termoli (Campobasso), un tratto di 35 chilometri a binario unico, caso più unico che raro per linee ferroviarie di caratura europea. E così dopo oltre trent'anni di attesa per la cantierizzazione dei lavori ecco che - come sosteneva il mitico Bartali - «l'è tutto da rifare». E tutto per responsabilità di un «fratino», non un giovane frate votato alla causa ambientalista, ma l'uc cello trampoliere che nidifica lungo le spiagge e che per il momento - senza avere responsabilità - ha deciso di contribuire a bloccare l'avanzata del progresso. Che è fermo a più di 150 anni fa, quando il re Vittorio Emanuele inaugurò il 9 novembre 1863 la linea ferroviaria Pescara-Foggia portando per la prima volta il treno in Puglia. Ebbene, almeno per il tratto da Termoli a Lesina, siamo fermi al 1863 e di passi in avanti, a parte l'elettrificazione della linea, ne sono stati fatti pochi. Della questione si è fatto carico anche il parlamentare pugliese Rocco Palese con una dura nota che da una parte stigmatizza l'atteggiamento del ministero dell'Ambiente. SEGUE A PAGINA 3. SERVIZIO A PAGINA 7 >> FAUNA L'incolpevole fratino