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22/01/2019

Scuole, pasti a colpi di proroghe

Il Mattino - Daniela Volpecina

L'appalto fantasma
Pronto il bando di 5 anni con la clausola: l'assegnazione anche a fronte di una sola offerta. Rimodulati i ticket Il Comune affida di nuovo il servizio per altri sei mesi all'azienda che lavora in città da oltre quindici anni GLI INCASSI RIDOTTI A SOLI 500MILA EURO NONOSTANTE LA SPESA DI OLTRE UN MILIONE PER GLI ALLIEVI DI ASILI E PRIMARIE
LA SCUOLA ` Refezione scolastica, nuova proroga del Comune di Caserta per la Sagifi spa. Per la società napoletana - che gestisce il servizio in città dal 2004 e il cui ultimo contratto è scaduto il 30 giugno del 2018 - pronto un importo di 590mila euro (come indicato nella determina numero 4 del 4 gennaio scorso) per continuare ad occuparsi della ristorazione nelle scuole almeno per i prossimi sei mesi in attesa che l'Ente aggiudichi il nuovo appalto quinquennale. Un bando a ridotto impatto ambientale, del valore di cinque milioni e mezzo di euro, che prevede la fornitura, la preparazione e la somministrazione quotidiana di pasti caldi ad una platea di quasi duemila studenti distribuiti tra una scuola materna, cinque circoli didattici e due istituti comprensivi. Complessivamente saranno circa trecentomila i pasti da fornire nell'arco dell'anno scolastico. Il bando, si legge nella determina numero 2 del 4 gennaio 2019, verrà aggiudicato anche in presenza di una sola offerta valida e sarà pubblicato sulla piattaforma della Centrale di committenza Asmel scarl (i tempi non sono ancora noti ma da Palazzo Castropignano assicurano che l'attesa sta per finire). Poco o nulla si sa invece sulle tariffe che verranno applicate e se sia prevista una rimodulazione rispetto al passato. Ciò che è noto al momento è che il Comune da anni spende per la mensa molto più di quanto riesca ad incassare. La media degli introiti in un anno è infatti di quasi 500mila euro a fronte di una spesa annuale che si aggira su 1,1 milioni di euro. Relativamente ai costi sostenuti dalle famiglie per il servizio di refezione, il tariffario per l'anno scolastico 2018-2019 prevede quattro diverse fasce di contribuzione in relazione al reddito Isee. Nel dettaglio è previsto un ticket di 2,10 euro per pasto per i nuclei familiari con reddito Isee fino a 7.500 euro. 3,10 euro è il costo per ciascun pasto per coloro che dichiarano un reddito compreso tra 7.500,01 e 14mila euro. Sale a 4,30 euro il ticket quotidiano per le famiglie con Isee tra 14.000,01 e 20mila euro mentre il pasto costerà 4,60 euro per chi dichiara un reddito superiore ai 20mila euro. Previste esenzioni per particolari e conclamate situazioni di disagio e in particolare per i casi segnalati dai servizi sociali del Comune. I ritardi collezionati dall'Ente nell'emanazione della nuova gara di appalto (attesa da circa un anno) hanno fatto storcere il naso ai consiglieri di opposizione e in parti` colare all'esponente di 'Caserta nel cuore', Emilianna Credentino, che al riguardo ha presentato già tre interrogazioni. «La prima volta - spiega la consigliera - l'allora assessore di riferimento mi rispose che c'era stato un problema tecnico e che la gara sarebbe stata aggiudicata entro il mese di settembre del 2018. Così però non è stato. Di fronte all'ennesimo rinvio, ho depositato pertanto una seconda interrogazione alla quale ho ottenuto risposta soltanto a fine novembre (questa volta dal nuovo assessore al ramo) che assicurò l'aula sostenendo che l'affidamento sarebbe avvenuto improrogabilmente entro il 31 dicembre 2018. Invece siamo arrivati a fine gennaio e il bando non è stato ancora nemmeno pubblicato mentre la solita società (che gestisce il servizio in città da 15 anni dopo aver vinto per tre volte consecutive le gare del Comune e ottenuto numerose proroghe tra un appalto e l'altro) ha ottenuto l'ennesima deroga in bianco». Da qui la decisione della consigliera di presentare una terza interrogazione, questa volta molto più dettagliata, che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale, nell'ambito della quale Credentino - oltre ad esigere lumi su proroghe e rinvii - chiede al sindaco, alla giunta e ai dirigenti di fare luce anche sulle caratteristiche del bando, l'entità delle tariffe, le modalità e la sussistenza di formule di esenzione per le famiglie meno abbienti e il menu (che peraltro, fa notare, non viene aggiornato da anni). «Non è possibile impiegare un anno per emanare un bando di gara - denuncia la consigliera - tra l'altro per un servizio così importante. E' giunto il momento, per chi ha sbagliato, di assumersi le proprie responsabilità. La città non può continuare a pagare per gli sbagli di questa amministrazione».