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04/07/2019

” Scuole belle”, appalto truffa

Gazzetta del Sud

Palermo, inchiesta delle Fiamme gialle
Quattro ai domiciliari Sotto accusa finisce una cooperativa bolognese
PALERMO La Guardia di finanza ha eseguito un' ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di quattro persone coinvolte in una inchiesta sull' appalto Consip" Scuole belle", con cui si dovevano realizzare interventi per sistemare gli istituti scolastici di tutta Italia. Ai domiciliari sono finiti, tra gli altri, un ragioniere, due imprenditorie una quarta persona. In Sicilia, secondo le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo, la cooperativa bolognese L' Operosa, vincitrice dell'appalt o, avrebbe emesso una serie di fatture false, per un milione di euro, per riuscire usufruire di vantaggi fiscali. Nel corso dell' indagine, coordinata dalla Procura di Palermo, sono stati scoperti 150 contratti di lavoro falsi fatti ad extracomunitari, per ottenere il permesso di soggiorno. Contratti che venivano gestiti da un ex ragioniere palermitano, già al centro di altre inchieste giudiziarie in ambito fiscale,e radiato dall' albo professionale. Gli extracomunitari risultavano lavorare per le ditte che gestivanoi subappalti per le" Scuole belle". Ma lavoravano soltanto sulla carta. Gli arrestati sono accusati di associazionea delinquere finalizzata all' emissionee all' utilizzo di fatture false per operazioni inesistenti, al riciclaggio, alla commissione di altri reati contro la pubblica amministrazione, falsoe tentata truffa all' Inps. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria ha eseguito anche un provvedimento di fermo nei confronti di tre cittadini extracomunitari, per il reato di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina. Alla cooperativaL' Operosaè stato notificato un provvedimento di sequestro di beni per un milione di euro. Ai domiciliari Lorenzo Filippo Lucchese, 56 anni, natoa Monreale,ei palermitani Giuseppe Damiata, 64 anni, Paolo Lo Voi, 64 anni, Sergio Russo, 73 anni. Il presidente della coopL' Operosa, Claudio Pozzi, «intende immediatamente sottolineare l'assoluta estraneità» dell'imp resa.