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21/07/2020

Scuola, tra due mesi servono 40 nuove aule per le superiori

Il Messaggero

Ridotto il fabbisogno ma ci sono lavori da effettuare in tutta la provincia e i soldi a disposizione sembrano insufficienti
L'EMERGENZA
A poco meno di due mesi esatti dalla riapertura del 14 settembre, è ancora lunga la strada che le scuole superiori devono percorrere per farsi trovare pronte davanti alle normative anti-Covid. Ma dopo la commissione Scuola convocata ieri mattina dalla consigliera provinciale con delega all'Edilizia scolastica Claudia Chiarinelli, insieme al dirigente del settore tecnico Sandro Orlando, al consigliere di maggioranza Fabio Nobili e quello d'opposizione Alessio Angelucci, il quadro di ciò che è già stato fatto e di quello che ancora manca appare molto più definito rispetto a due settimane fa.
GLI SPAZI NECESSARI
A dispetto infatti delle esose richieste avanzate tra la fine di giugno e i primi di luglio dalle scuole superiori, dopo il continuo confronto con la Provincia gli istituti di secondo grado hanno rimodulato notevolmente il loro fabbisogno di spazi, passando dalle circa 68-70 aule in più inizialmente richieste a un necessità massima, nel peggiore dei casi, di circa 40 aule e circa 30 per le previsioni più rosee. La responsabile provinciale amministrativa dell'edilizia scolastica Fabrizia Festuccia snocciola le richieste degli istituti: resta il grande fabbisogno di banchi e sedie, tramezzi da buttare giù per realizzare nuovi spazi, i pannelli di plexiglass per gli alunni dei laboratori musicali del Liceo Pedagogico e, mentre torna a disposizione la palestra del Polo Didattico, c'è chi, come l'Alberghiero, annuncia di aver previsto la didattica digitale per un terzo dei suoi alunni, oltre però a chiedere aiuto per una struttura esterna che possa accogliere alunni e personale esodati dal Convitto.
«In tutta la provincia avremo una decina di tramezzi da buttare giù e con l'affidamento diretto dei lavori garantito dal codice degli appalti sarà più semplice - sintetizza Orlando - La settimana prossima dovremo però avere un quadro emergenziale definitivo».
I FONDI
Al centro di ogni possibile soluzione ruotano sempre i soldi: i pochi fondi ordinari della Provincia «che non basterebbero per pagare gli affitti di eventuali immobili privati», spiega Chiarinelli e i 500 mila euro messi a disposizione dal Miur ma con i quali «non si possono pagare affitti né fare interventi in strutture non di nostra proprietà. La nostra proposta è quindi quella di intervenire in maniera tecnica sul potenziamento delle connessioni di rete per gli istituti a favore della didattica digitale prosegue la Chiarinelli - Per la richiesta degli spazi stiamo lavorando, fra gli altri, sull'istituto Geometri che ospiterebbe il Liceo Magistrale e per l'altra metà il Rosatelli. La prossima settimana partirà comunque una manifestazione di interesse per capire se si possono reperire ulteriori immobili, tenendo sempre conto del criterio di vulnerabilità sismica imposto per questo genere di edifici».
«Per me, la connettività è l'ultimo dei problemi sostiene Angelucci - Incentivarla vuol dire aumentare la dispersione scolastica e sarebbe necessario lavorare sulla didattica integrata, perché gli istituti professionali che rappresentano il 70 per cento delle scuole reatine hanno necessità di attuare le attività di laboratorio. Mi sarei aspettato che la Dad fosse stata incentivata soprattutto dai licei». Molto è collegato anche all'università che andrà a Palazzo Aluffi: «Tra ottobre e novembre, considerato il ritardo nei lavori a causa del Covid», aggiunge Orlando, ma «si può fare una manifestazione di interesse senza avere contezza dei fondi?», chiede Angelucci. «Sì, se serve a conoscere i dati di una struttura», ribatte Orlando. Per Angelucci resta da definire anche la questione dei trasporti: «La Provincia ha istituito un tavolo con Cotral? E l'Asm come si sta organizzando?».
I MODULI
Resta sospeso invece il destino dei moduli da piazzare ai Geometri e al Polo Didattico. «L'ufficio per la ricostruzione ha fatto tutto quello che era in suo potere per inoltrare la richiesta dei moduli al Miur ripetono Chiarinelli e Orlando, a domanda di Angelucci Contiamo che l'incentivare l'uso degli spazi esterni, previsto dalle linee guida anti-Covid, ne favorisca l'arrivo».
Giacomo Cavoli
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