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29/07/2020

Scuola, rischio caos per settembre

Il Sole 24 Ore - Gagliardi e Mancini a pag. 6

LA RIPRESA
I produttori: impossibile fornire 3milioni di banchi Azzolina: basta fake news Ritorno negli istituti del medico di sorveglianza Test a campione a studenti
Il ministro all'Istruzione Lucia Azzolina lo ha ribadito anche ieri: tutti a scuola il 14 settembre con i banchi nuovi anti Covid. Il bando di gara per la fornitura degli oltre tre milioni di banchi con e senza ruote è in corso, ma per i produttori è impossibile arrivare al traguardo: contratti di fornitura da firmare il 7 agosto, consegna del materiale il 31 agosto. Intanto dal confronto fra ministero e sindacati per la ripresa della scuola spunta la nuova figura del medico di sorveglianza e dei test a campione per gli studenti.

Una questione di quantità, innanzitutto, ma anche di tempi. Stretti, troppo stretti. E poi di certificazioni, di responsabilità, insomma di tanta confusione su un bando - quello per fornire di nuovi banchi monoposto e sedute su ruote le scuole italiane - che a una settimana dalla sua pubblicazione non smette di far discutere le imprese che dovrebbero realizzare quei banchi.

«Il bando è leggermente cambiato, ma non siamo ancora soddisfatti, perché rimangono in essere i due punti più critici, ovvero i quantitativi enormi e i tempi di consegna troppo stretti - afferma Gianfranco Marinelli, presidente di Assufficio, l'associazione di FederlegnoArredo che riunisce, tra i suoi associati, anche le aziende specializzate nella produzione di arredi a uso scolastico, poco più di una decina in tutto il territori nazionale -. Si tratta di piccole aziende e dato che sono tutte aziende serie, molto probabilmente il bando andrà deserto». Sui banchi con le rotelle, i cosiddetti banchi innovativi, Marinelli pone seri dubbi sul fatto che possano rispondere ai criteri ambientali minimi (Cam) che dal gennaio 2017 sono vincolanti per qualsiasi fornitura alla pubblica amministrazione. A partire dal fatto che sono oggetti in plastica e che il 50 per cento sia plastica riciclata. «Noi vorremo semplicemente dialogare con il ministero per vedere cosa si può fare nei tempi realistici della produzione».

«Non stiamo facendo inutili polemiche, come ci siamo sentiti dire dal governo - ribadisce Luca Trippetti, responsabile di Assufficio, -, ma poniamo alcuni problemi oggettivi sui quali vorremmo un confronto, perché le nostre aziende sarebbero ben contente di poter partecipare al bando indetto dal commissario Arcuri, ma le condizioni poste non sono compatibili con la nostra capacità produttiva».

Il bando prevede la sottoscrizione dei contratti il 7 agosto e la consegna di tre milioni di pezzi (1,5 milioni di banchi monoposto e altrettante sedute «attrezzate di tipo innovativo») entro il 31 agosto. «Nessuna azienda italiana può farcela - osserva Stefano Bianchini, amministratore delegato della Mobilferro di Rovigo, che con 18 milioni di euro di fatturato e 120 dipendenti in tutto il gruppo (che comprende anche aziende operative nel settore dei mobili per l'ufficio) ma meno di 50 nel ramo arredi scolastici, è una della più grandi del comparto -. Noi per dimensioni siamo anche tra i pochi che potrebbero partecipare, ma in ogni caso non saremmo in grado di rispettare i termini di consegna, con il rischio di incorrere in penali e di dover pure pagare i danni».

Non parteciperà dunque alla gara, la Mobilferro, e così le altre aziende del settore. Una «missione impossibile», così la definiscono gli imprenditori: «Tre milioni di pezzi tra banche e sedute corrisponde alla produzione di cinque anni di tutte le imprese nazionali messe assieme - fa notare Trippetti - e questo in condizioni normali. Bisogna anche considerare i tempi medi di attesa per avere i pannelli truciolari, che in seguito al lockdown sono di circa 4 mesi. Ci siamo riuniti tutti assieme e abbiamo calcolato che, al massimo, possiamo consegnare 120mila pezzi entro fine settembre, ma poi c'è anche un problema di consegna».

I numeri li ha messi in fila Emidio Salvatorelli, presidente di Vastarredo, una delle realtà più grandi del settore, attiva da 80 anni (si veda articolo sotto), anch'essa determinata a non partecipare al bando. Il rischio però è che la gara vada deserta. Ma qual è allora la soluzione? Le scuole hanno bisogno dei banchi per ripartire: «Nei prossimi giorni ci riuniremo ancora per elaborare una controproposta da presentare al governo - spiega Trippetti -. Una strada potrebbe essere quella di procedere per piccoli lotti frazionati nel tempo. Credo che nemmeno per la fine dell'anno solare riusciremo a consegnare tutti i pezzi necessari, ma almeno intanto cominciamo, sediamoci attorno a un tavolo e facciamo una programmazione realistica».

Altra questione, quella delle «sedute attrezzate di tipo innovativo» di cui molto si è discusso in queste settimane. I produttori non entrano nel merito della loro utilità didattica, anche per futuri utilizzi, ma diversi aspetti suscitano perplessità, soprattutto di tipo tecnico: i prodotti destinati alla pubblica amministrazione (scuole comprese) devono rispettare tutta una serie di requisiti che queste sedute, invece, non hanno: «A noi chiedono decine di certificazioni, mentre in questo caso basta l'approvazione dei presidi. Non solo è ingiusto nei nostri confronti, ma carica anche i presidi di responsabilità e competenze che non possono avere», osserva Salvatorelli, che fa anche notare un'altra incongruenza: in base alle norme UNI le sedute ammesse al bando sono adatte soltanto ad adulti, quindi non a tutti gli studenti inferiori ai 18 anni. Infine, il tema dei costi: il bando non indica il prezzo massimo e questo ha colpito i produttori, perché nelle gare di fornitura alla PA gestite dalla Consip è sempre indicato un tetto.

Il 30 luglio scadono i termini per le offerte e il 7 agosto è prevista la sottoscrizione dei contratti. Se, come ipotizzano i produttori, il bando andrà deserto, si sarà perso tempo prezioso: molte amministrazioni comunali si erano mosse da tempo per ordinare banchi monoposto in vista del rientro in aula a settembre, mentre altre - appena saputo del bando centralizzato - hanno rinunciato a farlo. «Il mercato si stava autoregolando e noi avremmo fatto come sempre, accontentando gradualmente tutti i Comuni», dice Bianchini.

Ma sono anche altre le incognite per studenti e famiglie in vista del rientro in classe il 14 settembre. A partire dalla sicurezza. La bozza, al vaglio del Comitato tecnico scientifico, del protocollo d'intesa tra Miur e sindacati sull'avvio dell'anno scolastico, prevede la misurazione della temperatura per il personale all'ingresso degli istituti, un'equipe di psicologi a disposizione di studenti e professori, referenti per il contact-tracing, una 'help line' e «l'individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria». Ma l'Associazione nazionale presidi va oltre e invoca il ritorno al "medico scolastico", affinché si occupi anche degli studenti: «La sorveglianza sanitaria è comunque indirizzata al personale, il medico cosiddetto 'competente' garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori», spiega Antonello Giannelli, presidente dell'Anp, il quale punta il dito anche sul problema degli «edifici vecchi, dove sarà difficile gestire gli spazi e quindi servono più insegnanti. In pratica - aggiunge - dove non ci sono aule grandi, i dirigenti scolastici sono costretti a dividere in due le classi e quindi ad esempio servono più docenti. La ministra ha già spiegato che ci sono fondi per 80mila docenti in più. Non so se basteranno».

Anche per questo la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, che a Firenze ha partecipato al tavolo regionale per la ripresa dell'anno scolastico, ha annunciato l'arrivo di rinforzi con «più organico alla Toscana, così come anche alle altre regioni che lo hanno chiesto». La bozza del protocollo prevede anche test volontari a campione sugli studenti. In cantiere lo «svolgimento dei test sierologici per tutto il personale scolastico in concomitanza con l'inizio delle attività didattiche» e l'effettuazione dei «test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica. Saranno a questi fini adottati i criteri di: volontarietà di adesione al test, gratuità dello stesso per l'utenza, svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Gagliardi
e Giovanna Mancini

Assoufficio

Marinelli: «Condizioni incompatibili con la realtà»


Gianfranco Marinelli è presidente di Assoufficio, associazione di FederlegnoArredo -a pagina 6

L'appoggio su sei ruote

La gara per 3 milioni di banchi monoposto, ha molte specifiche tecniche, sull'altezza della seduta da terra (tra 420 mm e 480 mm) profondità del sedile (tra 380 mm e 470 mm) , la larghezza del sedile (minimo 400 mm), le dimensioni del piano di lavoro mobile (non inferiore a 500 mm per 30 mm) e altezza del piano di lavoro. Fra i «motivi di apprezzamento» c'è l'«appoggio su sei ruote»


Foto:

ANSA

Gianfranco Marinelli. -->

--> È presidente
di Assufficio, l'associazionedi FederlegnoArre-do che riunisce tra i suoi associati anche le aziende specializzate

nella produzione di arredi a uso scolastico

Tre milioni di pezzi tra banchi e sedute corrisponde alla produzione di cinque anni di tutte le imprese

Arredo scolastico. --> I banchi scolastici che si prova a sostituire