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11/02/2020

Scuola, il governo stoppa i prodotti a km zero

Corriere Fiorentino

IlConsigliodeiministriimpugnalaleggeregionalesullemense.Grieco:maloscopoeraeducativo
Il governo dice no ai prodotti a chilometro zero nelle scuole toscane. Addio dunque al pesce pescato nel Tirreno, fagioli coltivati nella campagna toscana, carne da allevamenti nostrani, pane «sciocco» sempre più presenti nei menu delle mense scolastiche della Toscana? Forse. La Regione con la legge numero 75 dello scorso 10 dicembre ha stabilito di incentivare l'uso di prodotti a filiera corta, finanziando (con 1 milione di euro in due anni) progetti pilota che prevedano l'utilizzo, nella preparazione dei pasti da servire agli alunni, di almeno il 50% di prodotti a chilometro zero, certificati e non certificati, e iniziative di informazione e sensibilizzazione per chi fruisce della refezione scolastica. Ma il Consiglio dei ministri del 6 febbraio ha impugnato la legge. Il motivo? Alcune norme riguardanti l'aggiudicazione di appalti per la ristorazione scolastica violerebbero l'articolo 117 della Costituzione, «sia sotto il profilo della restrizione alla libera circolazione delle merci, sia sotto il profilo della restrizione della concorrenza». Per la Regione si tratta di una decisione incomprensibile. «Abbiamo fatto questa legge non per turbare gli appalti, ma a scopo educativo, per promuove corretti stili di vita, un'alimentazione sana, con prodotti di stagione della tradizione del territorio, e anche il rispetto dell'ambiente perché usare prodotti locali inquina sicuramente di meno che far venire frutta dall'altra parte del mondo», commenta l'assessore all'Istruzione Cristina Grieco. «Esporremo le nostre ragioni davanti al giudice, spero che le capisca e che prevalga il buon senso. Credo che tutti genitori siano più contenti se i loro figli mangiano sano e genuino». La legge approvata dal Consiglio regionale all'unanimità deve essere attuata da un decreto della giunta, che ancora non era stato fatto, quindi il bando per il finanziamento dei futuri progetti di filiera corta non era ancora stato aperto. Per i Comuni che hanno già avviato progetti di filiera corta a scuola e da tempo promuovono il chilometro zero nelle mense non cambia nulla, gli altri che volevano partecipare al bando sono in sospeso, in attesa che la querelle tra governo e Regione si risolva. Ma «faremo di tutto perché il percorso che abbiamo attivato, in cui abbiamo coinvolto tutti i soggetti interessati a vario titolo, non debba essere interrotto», aggiunge l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi. «Il senso di questa impugnazione mi sfugge anche perché la legge non prevede finanziamenti a nessun soggetto o comparto economico: la giunta finanzia "progetti pilota" presentati dai Comuni». Per Remaschi «è lampante il fatto che questa legge vada in una direzione giusta per l'alimentazione dei ragazzi, per l' ambiente, per le economie sostenibili come quella biologica». Nessuna marcia indietro quindi: a decidere sarà la Corte Costituzionale. Ivana Zuliani © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La vicenda


Foto: Giuseppe Conte


Foto: ● L'obiettivo della legge regionale 75 del 2019 è incentivare l'uso di prodotti a filiera corta nelle mense scolastiche


Foto: ● Un milione di euro in due anni il finanziamento previsto


Foto: Cristina Grieco


Foto: La motivazione Secondo l'esecutivo, alcune norme sugli appalti violerebbero la Costituzione