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18/03/2021

«Scuola Gigli, via al cantiere entro il 2022»

QN - Il Resto del Carlino

RECANATI di Asterio Tubaldi La scuola elementare Gigli di via Cesare Battisti, costruita all'inizio degli anni Sessanta e chiusa poi nel 2009 perché dichiarata inagibile, venne demolita nella primavera del 2019, alla vigilia delle elezioni amministrative, perché potesse sorgere, dalle sue ceneri, un nuovo istituto scolastico con i fondi del sisma. «Adesso - sottolinea Francesco Fiordomo, assessore ai lavori pubblici a Recanati -, dopo l'approvazione del progetto definitivo da parte della Regione e dell'ufficio ricostruzione, gli uffici stanno procedendo al bando di gara che affiderà a una ditta il progetto definitivo. Per la fine dell'anno e l'inizio del 2022 avremo il cantiere». Quando si prevede di poter avere la scuola terminata? «Dall'apertura del cantiere sono previsti circa due anni di tempo». È possibile che per avere una nuova scuola elementare debba passare tutto questo tempo? «Sono, purtroppo, i tempi previsti dalla legge ed è difficile spiegare ai non addetti ai lavori queste lungaggini, ma sono tutti previsti dal codice degli appalti e dalle procedure e anche i lavori post-terremoto devono sottostare a queste procedure, ai sorteggi per le ditte, alle liste, insomma a tutte quelle normative che sono sicuro che qualsiasi amministratore locale direbbe che vanno riviste e snellite perché altrimenti i tempi si allungano a dismisura». La scuola è finanziata con i fondi della ricostruzione post sisma per un importo complessivo di 4.175.625 euro. A questo va aggiunto un altro milione a carico del Comune? «Sì. Lo Stato paga solo per la costruzione della scuola, tutto il resto è a carico dell'ente locale. La cifra è intorno al milione di euro conteggiando tutti gli interventi preparatori per il cantiere, quindi la demolizione, i sottoservizi e la nuova viabilità di accesso da via del Donatore». Poi c'è l'altro importante filone di finanziamento, di quasi 16 milioni, sempre derivante dal sisma per i lavori del palazzo comunale? «Sono contributi per completare il palazzo comunale per la parte dove non eravamo intervenuti dopo il sisma del 2016. Per renderlo intanto agibile, abbiamo eseguito i lavori necessari grazie ai tre milioni di euro che abbiamo ottenuto dalla copertura assicurativa». Il fiume di denaro captato si arresta qui? «No. Abbiamo a disposizione anche un finanziamento di 800 mila euro, già assegnato al Comune dallo Stato, per la realizzazione della palazzina d'emergenza che ospiterà la sede del Coc e della Protezione civile oltre agli uffici operativi della polizia locale e avrà un impatto significativo per gestire le situazioni di emergenza. Deve essere una zona facilmente raggiungibile, non lontana dal centro abitato e ci sono alcune ipotesi che i tecnici stanno valutando». © RIPRODUZIONE RISERVATA