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17/03/2021

Screening oncologici paralizzati

La Gazzetta Del Mezzogiorno

PREVENZIONE E SALUTE
Ancora fermi i controlli per utero e colon retto. A nulla sono valse le denunce
MASSIMO BRANCATI l Gli screening oncologici per utero e colon retto sono ancora fermi al palo. La questione non è stata risolta nonostante le segnalazioni, le denunce e gli incontri. La Uiltucs Basilicata, insieme alla Filcams Cgil, traduce in un esposto alla magistratura l'interrogativo sulle responsabilità circa il mancato avvio del servizio di cui si attende da oltre un anno la ripartenza. Un blocco che potrebbe avere conseguenze drammatiche per le donne a cui non è stata data la possibilità di fare prevenzione. C'è anche un problema occupazionale, visto che ci sono tanti lavoratori ancora oggi in cassa integrazione. A causa della pandemia gli screening erano stati sospesi in attesa di un'organizzazione capace di garantire le necessarie misure anti-contagio, nei luoghi in cui bisognava eseguirli, ma dopo un continuo scarica barile tra le parti il servizio è ancora bloccato: «Non sappiamo chi e perché, di fatto - sottolinea Donato Rosa , segretario regionale Uiltucs - ha privato le donne lucane di un servizio tanto prezioso per la tutela della loro salute, mettendo in cassa integrazione tanti lavoratori del settore. La società Fora aveva chiesto alla Regione Basilicata indicazioni per la prosecuzione degli screening per utero e colon retto e a sua volta, la Regione si era rivolta all'Asp affinché mettesse a disposizione della società i locali previsti da capitolato così da far ripartire il servizio. Siamo, però, ora a marzo, gli screening non sono ripartiti e ancora non è chiaro chi dovrà prendersene la responsabilità». L'impresa che prenderà il posto di Fora, nonostante il contratto sia stato stipulato il 18 febbraio scorso, non ha ancora iniziato le attività nonostante «come da normativa in materia di appalti pubblici e come da contratto - dice Rosa - abbia dichiarato di essere pronta all'immediato espletamento del servizio. Intanto in data 10 marzo è scaduta anche la proroga tecnica che era stata fatta a parere della scrivente, illegittimamente, oggetto quest'ultima di una diffida legale, in quanto nonostante l'aggiudicazione dal mese di novembre da parte del Tar non era stato sottoscritto alcun contratto con la subentrante violando il codice degli appalti. Oggi addirittura non risulta di alcun atto amministrativo deliberativo pubblico di proroga. Per cui tale situazione è paradossale in quanto la società subentrante sta ritardando l'inizio delle attività, ma la società uscente pare stia espletando il servizio in mancanza di atto amministrativo pubblicato formalmente e legittimamente emesso». Il sindacato, con l'avv. Antonio Di Lena , ha inviato una diffida al l'Irccs Crob di Rionero chiedendo di risolvere la situazione amministrativa e anche la revoca dell'aggiudicazione «per inadempimento» dell'appalta tore. «Contestualmente - aggiunge Rosa - abbiamo trasmesso la nota alla Corte dei Conti e ed alla Procura della Repubblica per eventuali profili di competenza. Alla magistratura oltre ad aver già chiesto un incontro per essere ascoltati, si chiede di fare tutti i necessari accertamenti e di verificare, quindi, i motivi per cui si è perso un anno di screening e si continua a non risolvere la problematica ed a verificare come mai questi continui ritardi sul cambio di appalto». Un appello è rivolto anche al direttore del Dipartimento regionale della Sanità, Ernesto Esposito : «Occorre dire con chiarezza ai cittadini lucani - tuona Rosa - se ritengono di continuare a fare prevenzione o se, invece, hanno cambiato idea. Di quanto accaduto se ne occuperà la magistratura ma anche la politica deve essere chiamata in causa ed il giudizio su chi governa la Regione, questi casi come in altri, non possono essere taciuti. Le ragioni e le giustificazioni di chi, ad ogni livello, ha cercato di spiegare il disservizio valgono zero davanti al dato di fatto: gli screening sono ancora fermi e i lavoratori di questo comparto sono ancora in cassa integrazione».

Foto: DENUNCIA La vicenda è sul tavolo anche della magistratura. Servizio paralizzato e lavoratori ancora in cassa integrazione


Foto: APPELLO La Uiltucs ha inviato una diffida all'Irccs Crob di Rionero chiedendo di risolvere la situazione amministrativa che impedisce il servizio


Foto: MEZZI MOBILI I camper attrezzati per lo screening sul territorio [foto Tony Vece]