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14/07/2020

Scontro sullo stato di emergenza Il governo in Parlamento

Giornale di Sicilia - Giampaolo Grassi

Il ministro Speranza riferirà sulla proroga del Dpcm che scade il 14
Zingaretti: «Bisogna frenare la pandemia» Il decreto semplificazioni va alla Ragioneria
RO M A La proroga a fine anno dello stato di emergenza per contrastare il coronavirus fa infuriare le opposizioni e lascia perplessa una parte della maggioranza. È una questione di merito: se il centrodestra non vuol concedere al premier Giuseppe Conte un altro periodo di «poteri speciali», il Pd pretende che vengano definiti «perimetri molto ben delineati». E poi è una questione di metodo. Il carico da quaranta lo sbatte sul tavolo il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che annuncia un voto ad hoc in Parlamento, martedì, in occasione delle comunicazioni del ministro Roberto Speranza sul rinnovo di alcune misure anti contagio. La seconda carica dello Stato va giù duro: «Mi auguro che sia l ' inizio di una democrazia compiuta, perché alla Camera e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione». E si innesca il balletto. Quello procedurale si gioca sul come le Camere potranno esprimersi. Martedì Speranza illustrerà il contenuto di un nuovo Dpcm, prima che venga firmato dal premier. Ma il voto del Parlamento sullo stato di emergenza non arriverà in quel contesto. Palazzo Chigi ha infatti chiarito: quel provvedimento si limita solo a prolungare l ' efficacia di alcune disposi zioni anti covid in scadenza il 14 luglio, come quelle sul distanziamento e sulle mascherine. Niente vieta che qualche forza politica allarghi lo spettro e presenti risoluzioni sull ' esten sione dello stato di emergenza, da mettere poi al voto, ma non sarà quella la strada per innescare l ' iter. Per rendere operativa la proroga si intende utilizzare una delibera in Consiglio dei ministri, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Sarà eventualmente su quella che il premier riferirà in Parlamento, illustrando i termini con cui il governo potrebbe portare a fine anno lo stato di emergenza ora in scadenza il 31 luglio. Sarà tutto da verificare se ci sarà o meno un voto, dipenderà dal tipo di intervento che verrà scelto dal presidente del consiglio per informare le Aule. In ogni caso, che le Camere ne avrebbero discusso Conte lo aveva già assicurato, prima della richiesta perentoria della presidente Casellati, incassando poi l ' appoggio di Nicola Zingaretti: «Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia». I dem, però, non intendono dare una cambiale in bianco al presidente del Consiglio: «Credo che sia una proroga di natura preventiva - ha spiegato il capogruppo al Senato Andrea Marcucci - Non c ' è alcun segnale di una nuova ondata». Per questo il Pd pretende che l ' ambito di azione del «nuovo» stato di emergenza venga chiaramente circoscritto. Non solo. Con il deputato Stefano Ceccanti, i dem ribadiscono «la necessità della presenza del presidente del Consiglio in Parlamento prima dell ' event uale proroga dello stato di emergenza». Magari, già martedì, da Speranza, «è lecito attendersi alcuni primi chiarimenti». Anche Italia Viva sollecita un coinvolgimento delle Camere. I Cinque stelle sembrano meno «appassionati» alla vicenda. La proroga è una «questione prettamente tecnica» ha commentato in prima battuta il capo politico Vito Crimi. Il centrodestra ribadisce la contrarietà: i dpcm danno troppi poteri al governo e confinano il Parlamento in un angolo. «Lo stato di emergenza blocca l ' Italia», dice la ca pogruppo dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, mentre Antonio Tajani chiede al governo di confrontarsi con Camera e Senato. La capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini, prova a far leva sui malumori nella maggioranza, lanciando un appello «a Pd e Italia Viva, affinché dicano " no " a questa inutile incoro nazione pretesa da Conte». La Lega attacca: «Il Governo - dice Roberto Calderoli - si è indebitamente appropriato di pieni poteri straordinari attribuibili solo nello stato di guerra». Per Fdi «siamo oramai al paradosso, con Conte che vuole prorogare arbitrariamente lo stato di emergenza». Intanto il Decreto semplificazioni è quasi pronto per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Chiuso il testo con 65 articoli, il provvedimento è ora sotto l ' esame della Ragioneria dello Stato per la bollinatura. Quella che è definita dal governo Conte «la madre di tutte le riforme», necessaria per agevolare la ripresa dell ' Italia colpita dalla recessione dovuta al Covid, dovrebbe approdare in Senato a partire da metà mese. L ' iter deve attendere infatti, si fa notare, il rinnovo dei presidenti delle commissioni parlamentari e comunque secondo alcuni non sarà esente da discussioni. Il testo, ha infatti avuto un lungo esame nel consiglio dei ministri per via del braccio di ferro fra i partiti della maggioranza ed è stato approvato salvo intese. Il provvedimento è incentrato su quattro grandi temi che l ' esecutivo ha rias sunto in «semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia. semplificazioni procedimentali e responsabilità misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell ' ammi nistrazione digitale semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy». L ' obiettivo principale dell ' esecut i vo è di rendere più veloce la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche (ma la lista delle 130 è allegata al testo del Piano Nazionale delle riforme) proponendo il modello Genova e un cambiamento alle norme degli appalti. La norma transitoria, durerà fino al luglio del prossimo anno, prevede fra l ' altro l ' affida mento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro e, sopra tale soglia «una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell ' importo complessivo». Oggetto di molte discussioni è la modifica dell ' abuso d ' ufficio e del danno erariale, ritenute dal presidente del Consiglio essenziale per superare il «blocco della firma», ossia la ritrosia dei funzionari pubblici a firmare gli atti, che rallenta molte procedure pubbliche. Fino al 31 luglio 2021, la limitazione della responsabilità per danno erariale è limitata al solo dolo per quanto riguarda le azioni, mentre resta invariata per le omissioni. La norma prevede poi che, per la maggior parte degli adempimenti burocratici, scaduti i termini previsti dalla legge, valga la regola del silenzio-assenso, con inefficacia degli atti tardivamente intervenuti.

Foto: B i n n e n h o f. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il primo ministro olandese Mark Rutte


Foto: Sbloccare i cantieri Previste misure sui contratti pubblici e l ' a c c e l e ra z i o n e degli investimenti