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20/10/2020

Scontro sul nuovo Tribunale “No” al sequestro del cantiere

Gazzetta del Sud

Inammissibile la richiesta della ditta Passerelli
Il completamento dell' opera resta un rebus La ditta ha contestato la richiesta di liberare tuttal' area di lavoro per tentare di poter riaffidarei lavori
Alfonso Naso La richiesta di sequestro del cantiere del nuovo Palagiustiziaè stata dichiarata inammissibile. Il Tribunale delle imprese di Catanzaro ha respinto la richiesta della ditta Passerelli che si era aggiudicata la gara milionaria per il completamento dell' opera incompiutae adesso la stessa impresa potrà appellare la decisione entro 15 giorni. La notiziaè filtrata da Palazzo San Giorgioe confermata da ambienti vicini alla ditta campana. Il motivo dell' ennesimo scontro tral' aziendae il Comune è nato dallo sfratto dall' area di cantiere avanzato dal Comune che vuole ritornare in possesso di tutto per tentare di affidarei lavori di completamento del nuovo palazzo di giustizia alla seconda ditta arrivata in graduatoria. Una manovra fermamente contestata dalla ditta perchéè in essere un contenzioso sulla rescissione del contrattoe il cantiere deve essere prima ispezionato dai consulenti tecnici nominati dallo stesso Tribunale nella causa principale ma che ancora non hanno potuto avviare le attività per la mancanza di documenti. Da ciò la richiesta di sequestro dell'a rea del cantiere che, però,è stata rigettata dal Tribunale delle imprese di Catanzaro. Il comune, quindi, potrà riprendersi la zonasempre se non arriverà un ribaltamento della decisione in appell o. La società aveva chiesto il sequestro di tuttal' area sulla base delle ultime decisioni del Comune rifacendosia quanto prevede il codice degli appalti: «Nei casi di risoluzione del contratto di appalto dichiarata dalla stazione appaltante l'appaltatore deve provvedere al ripiegamento dei cantieri già allestitie allo sgombero delle aree di lavoroe relative pertinenze nel terminea tale fine assegnato dalla stessa stazione appaltantestazione appaltante provvede d'ufficio addebitando all'appaltatorei relativi onerie spese. La stazione appaltante, in alternativa all'esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali cautelari, possessorio d'urgenza comunque denominati che inibiscanoo ritardino il ripiegamento dei cantierio lo sgombero delle aree di lavoroe relative pertinenze, può depositare cauzione in conto vincolatoa favore dell'appaltatoreo prestare fideiussione bancariao polizza assicurativa, pari all'uno per cento del valore del contratto. Resta fermo il diritto dell'appaltatore di agire per il risarcimento dei danni». La polizza fideiussoria che il Comune avrebbe dovuto versare all' azienda era fissata in 180mila euroe questo avrebbe convinto la dittaa cedere il cantiere, in ogni caso sempre la stessa ditta si dice sempre disponibilea chiudere consensualmente la partita perché ormai lo scontro siè circoscritta al risarcimento. Fatto sta che la causa resta in piedie la ripresa dei lavori sembra essere lontana.E con essa resta un rebus il completamento dell' opera che sembrava destinata all'inaugurazione dopo la transazione con la Bentini. Ma le cose non sono andate per il verso giusto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Incompiuta La grande opera pubblica del nuovo Tribunaleè ancora nel limbo