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10/09/2018

Scontro Governo-Toti su «chi» deve ricostruire

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IL DISASTRO DI GENOVA L'INCHIESTA VA AVANTI TONINELLI: DECRETO QUASI PRONTO Servirà anche a «bypassare» il codice degli appalti, evitando che Autostrade, oltre a pagare la ricostruzione, possa scegliere il costruttore
Indagato per il crollo, «lascia» un altro membro della Commissione Mit
CERNOBBIO (COMO). «Tutti» vogliono che sia Fincantieri a ricostruire il ponte Morandi di Genova: «per una volta anche il governo». L'as sicurazione arriva dal presidente della Liguria, Giovanni Toti, che con i ministri 5 stelle ormai ha uno scontro quotidiano, in primis con il vicepremier Luigi Di Maio e il titolare delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. In ballo ci sono le competenze sulla ricostruzione, ma anche di più. La questione ha a che fare con l'immagine dell'Italia come dimostra la prima pagina del New York Times che ieri ha dedicato un lungo articolo al crollo che è costato la vita a 43 persone e ancora tiene in sospeso oltre 500 sfollati. Per loro e per tutta l'economia di Genova e del suo porto c'è la necessità di fare presto. Ma il cammino è irto di ostacoli. Ieri si è dimesso dalla commissione ispettiva del ministero delle Infrastrutture (terzo a farlo) Bruno Santoro, fra gli indagati per il crollo a causa di consulenze fatta ad Autostrade negli anni scorsi. Il ministero lo ha ringraziato «per la sensibilità e la professionalità dimostrate» precisando «che appena dal 23 marzo scorso Santoro è dirigente della Divisione 1 (Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione) della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali». Il dirigente, ha puntualizzato il Mit, «non ebbe competenza alcuna sul progetto di manutenzione straordinaria presentato da Autostrade per il Ponte Morandi». E c'è il tema del codice degli appalti da «bypassare» per accelerare i tempi, della concessione di Autostrade che «in punta di diritto» dovrebbe pagare la ricostruzione ma anche scegliere chi la farà; per questo, serve che il governo firmi «un decreto Genova» ha ribadito Toti in una conferenza stampa a margine del workshop Ambrosetti a Cernobbio. E il decreto, ha annunciato Toninelli, a breve arriverà con «misure importantissime per Genova e i genovesi». L'altra assicurazione che ha dato è che Autostrade «pagherà fino all'ultimo centesimo e non ricostruirà un ponte che ha fatto crollare per inadempienza». Certo «metteranno i soldi», ha detto, e non basterà «una conferenza stampa con un modellino ( quella svolta da Autostrade, Regione Liguria e Renzo Piano; ndr ) per ricostruire la loro immagine». «In questo momento - ha ripetuto più volte il governatore - sarebbe opportuno da parte di tutti mettere da parte le polemiche e cominciare a fare dei ragionamenti costruttivi». In realtà, lo scambio di veleni non si è fermato. Danilo Toninelli, a Tgcom24 ha detto: «Non c'è alcun contrasto con le autorità regionali, c'è semplicemente il presidente Toti che, purtroppo, invece di fare il commissario per l'emergenza e quindi impegnarsi al massimo per ridare nuovi alloggi agli sfollati e farli entrare per qualche ora nelle abitazioni per prendere gli effetti personali, sta facendo politica sul caso Genova». Pronta la replica del governatore Toti che ha risposto a Toninelli di pensare al suo ministero che è «un colabrodo» con una commissione dove i membri «ruotano più velocemente che in una partita di calcio». E se ha ammesso che forse sarebbe meglio un tecnico come responsabile dell'emergenza rispetto al presidente della Regione, ha anche aggiunto che la scelta spetta agli enti locali. «Nessuno può pensare che un ministero, dove molto si è sbagliato - ha commentato - possa portare a un commissariamento delle istituzioni locali». E a Di Maio, di nuovo belligerante che promette «brutte sorprese» ad Autostrade nei prossimi giorni perché non intende far ricostruire il ponte «a chi lo ha fatto crollare», il presidente ha consigliato di dare buone notizie «per i genovesi, per la Liguria e per il sistema di imprese del Nord Ovest che del porto di Genova si servono». «Credo - ha concluso - che farebbe più efficacemente il suo lavoro». Gli ispettori del Mit La speciale commissione ispettiva istituita dal ministro Toninelli (Mit) il 16 agosto per indagare sul crollo del Ponte Morandi a Genova arch. Roberto Ferrazza Provveditore opere pubbliche Piemonte, VdA, Liguria (revocato il 23 agosto)* prof. Ivo Vanzi Consiglio superiore lavori pubblici Michele Franzese direzione generale vigilanza sulle concessioni aurostradali (Mit) Membri decaduti presidente ing. Gianluca Ievolella esperto del Consiglio superiore lavori pubblici *indagato dalla Procura di Genova dal 6 settembre ing. Alfredo Principio Mortellaro Capo vigilanza Mit sulle autostrade (in sostituzione di Ferrazza) prof. Antonio Brencich Università di Genova (si dimette il 23 agosto)* Bruno Santoro direzione generale vigilanza sulle concessioni aurostradali (Mit) (si dimette il 9 settembre)*

Foto: GENOVA L'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono (a sinistra), e l'ad di Autostrade, Giovanni Castellucci