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29/09/2018

“Scontato lo spread la nostra è una lucida follia Sanatoria sulla previdenza”

La Repubblica - M ONICA RUBINO, ROMA

Intervista Garavaglia
«Una lucida follia». Citando Erasmo da Rotterdam, per il quale una visionaria pazzia era all'origine delle idee migliori, il viceministro leghista dell'Economia Massimo Garavaglia definisce così la manovra del governo gialloverde.
E preferisce non usare il termine "ottimismo". «È una parola grossa.
Siamo di fronte a una scommessa, che funziona se cresciamo più del previsto. L'obiettivo è non essere più ultimi in Europa, ma arrivare almeno a metà classifica».
E se non dovesse funzionare? «Vuol dire che questo Paese ha dei problemi molto seri».
Ma la possibilità di perdere la scommessa l'avete messa in conto? «Va messo in conto che la ricetta precedente avrebbe portato il Paese a scatafascio. L'alternativa alla nostra sfida era una super-patrimoniale. Basta leggere il Def di chi ci ha preceduto: c'erano solo tasse in più».
Ma allora festeggiare dal balcone non è prematuro? «Non voglio entrare in casa d'altri, ma io non l'avrei fatto. Più che festeggiare qua si tratta di mettersi a lavorare per fare Pil».
Tria resterà? Come l'avete convinto? «Quella delle dimissioni di Tria è una falsa notizia. L'alternativa era non fare nulla di quanto scritto nel contratto di governo e questo era politicamente insostenibile. Il 2,4% è frutto di un ragionamento collegiale». La manovra potrebbe lievitare da 33 miliardi fino a 40? «Stime interessanti, ma senza fondamento. Il Def rappresenta solo le misure che definiscono la cornice macroeconomica. La cifra finale si vedrà solo prima di Natale con la legge di bilancio».
La bocciatura da parte della commissione Ue è in preventivo? «Si, saggiamente siamo più prudenti rispetto a Spagna e Francia che vanno al 2,8%.
D'altronde o si tenta una nuova strada o si va verso il suicidio, anche piuttosto imminente».
L'impennata dello spread non comporta il rischio che si finisca con il pagare interessi più alti sul debito? «Che lo spread schizzasse in alto era nelle cose. Come ha detto giustamente il premier Conte la manovra va spiegata e si vedranno poi le reazioni. Una cosa è certa: la politica economica da Monti in poi ha previsto forti avanzi di bilancio, ossia tasse e tagli di spesa, per ottenere un calo del rapporto debito/Pil. Il risultato invece è stato un aumento, dal 120 a oltre il 130%, e una riduzione della crescita. Ora cambiamo registro».
Ma tra condono fiscale e reddito di cittadinanza dove sono gli investimenti per la crescita? «Il tema non è tanto quello di immettere risorse, piuttosto di rimuovere quegli ostacoli che hanno impedito la spesa di investimento. Come il codice degli appalti, che rallenta le opere, oppure il divieto - da noi appena abolito - per i Comuni di spendere avanzi di amministrazione».
E la flat tax per le famiglie? «La coperta era corta, la priorità oggi è lo sviluppo. Per questo la flat tax comincerà dalle piccole imprese, con un regime dei minimi favorevole, che per tanti significa non chiudere».
La disoccupazione giovanile si combatte riformando la legge Fornero? «Sì, quella legge è un tappo all'ingresso dei giovani nel lavoro.
Pensi solo che nella Pubblica amministrazione il personale con meno di 35 anni è il 7,1%».
La quota 100 sembra assicurata. E la quota 41? «Ogni giorno ha la sua pena.
Intanto ci attiviamo sulla prima operazione, che davano tutti per impossibile. Poi si vedrà».
Chi avrà diritto al reddito di cittadinanza? «L'obiettivo è riaccompagnare il più grande numero di persone nel mondo del lavoro e attenuare il problema della povertà, che riguarda 6 milioni di italiani. Basta che si faccia con regole efficaci».
Per il Pd tutto il peso di questa manovra verrà scaricato sulle generazioni future.
«Critiche pretestuose. Metà della manovra serve a rimuovere le clausole di salvaguardia messe per gli 80 euro di Renzi».
Si è parlato anche di pace contributiva. Quali misure prevedete a riguardo? «Vorremmo offrire la possibilità di incrementare il versamento volontario per colmare eventuali buchi nella carriera contributiva.
Per i laureati dal '96 in poi, ad esempio, si potrà riscattare la laurea a una cifra ragionevole».
Chi è Viceministro Massimo Garavaglia leghista, numero due di Tria all'Economia, fedelissimo di Giancarlo Giorgetti

Siamo di fronte ad una scommessa che funziona se cresciamo più del previsto. Altrimenti vuol dire che questo Paese ha problemi molto seri

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