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13/10/2020

Sconfinamenti, due vigili rischiano il processo

Brescia Oggi

REZZATO. L'udienza preliminare della coppia di agenti è fissata per il 3 febbraio: le accuse ipotizzate sono di abuso e falso in atto pubblico
Quando erano in servizio a Montichiari avrebbero elevato una sanzione in territorio mantovano
Sarà il Gip a decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio per due agenti della Polizia locale di Rezzato indagati per abuso, falso in atto pubblico e falso ideologico. L'udienza preliminare è stata fissata per il 3 febbraio 2021. I due vigili rischiano di finire a processo per una vicenda accaduta un anno fa, quando erano in servizio nella Polizia locale di Montichiari. Stando alla ricostruzione degli atti, la coppia di agenti ha fermato un 45enne di Carpenedolo a un posto di blocco lungo la tangenziale 567. L'automobilista è stato sanzionato per guida in stato ebrezza. Fin qui nulla di strano. Ma stando alle indagini del pm, il controllo sarebbe avvenuto in territorio della provincia di Mantova e dunque fuori dalla giurisdizione della Polizia locale di Montichiari. La linea di confine è in quel tratto molto sottile, quasi impercettibile, ma una perizia disposta dalle Province confinanti per stabilire a chi spettasse la manutenzione di quel segmento di sp 567 sfregiata dalle buche, ha stabilito che la strada è nel territorio mantovano. L'automobilista ha impugnato la sanzione davanti al giudice di pace, ma il ricorso è stato archiviato. Poi si è rivolto alla procura con un esposto contenente le testimonianze giurate di persone multate nello stesso punto dove era allestito il posto di blocco della Polizia locale di Montichiari, ma sempre da forze dell'ordine della provincia di Mantova. A supporto il 45enne di Carpenedolo ha presentato anche una mappatura satellitare che dimostrerebbe che i due agenti stavano effettuando controlli oltre il confine di Castiglione delle Stiviere. Spetterà ora al Gip stabilire se nel comportamento del personale della Polizia locale di Montichiari si ravvedono reati. Sullo sfondo resta il bando varato dal Comune di Rezzato per assumere un commissario di Polizia locale. Nel comma 14 si legge che il candidato «non deve essere stato interdetto dai pubblici uffici in base a sentenza passata in giudicato». Ma sempre nel bando si legge che il Comune si riserva inoltre di valutare, a proprio insindacabile giudizio, l'ammissibilità di coloro «che abbiano procedimenti penali pendenti ovvero abbiano riportato condanna penale irrevocabile, fatte salve le tipologie di reati che escludono l'ammissibilità all'impiego, alla luce del titolo del reato, dell'attualità o meno del comportamento negativo in relazione alle mansioni della posizione di lavoro da ricoprire». Nessun nesso ovviamente con la vicenda giudiziaria che ha coinvolto gli agenti, ma il contenuto del bando farà sicuramente discutere.