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09/02/2021

Scogliere, sballati tutti i tempi Ma il sindaco corregge Aguzzi

Corriere Adriatico

Interrogazione M5S sui ritardi dell'intervento a Metaurilia ammesso dall'assessore regionale
L'EROSIONE
FANO Stringono i tempi del progetto per le nuove scogliere a Metaurilia. Il gruppo consiliare dei 5 Stelle incalza l'amministrazione fanese sulla necessità di recuperare «gli evidenti ritardi» accumulati finora e chiede per quali motivi non siano state rispettate le scadenze previste dall'accordo di programma, sottoscritto anche da Regione e Rete ferroviaria italiana. L'intervento cita le preoccupazioni di residenti e operatori balneari, sia «per l'esasperante lentezza» con cui procede il progetto del primo stralcio sia per il rischio di erosione nella zona della seconda tranche, qualora i lavori siano effettuati a troppa distanza di tempo gli uni dagli altri.
La difesa delle tempistiche
Nella giornata di ieri è inoltre intervenuto il sindaco di Fano, Massimo Seri, per replicare all'assessore regionale Stefano Aguzzi: «Non è mia intenzione polemizzare, ma le sue dichiarazioni presentano molte imprecisioni. È a buon punto il percorso delle opere per difesa della costa fanese e siamo giunti all'approvazione esecutiva, che prevede la gara d'appalto e la conclusione dei lavori nel marzo 2022, in piena sintonia con le tempistiche stabilite. Ringrazio comunque l'assessore regionale, che ci permette di rendicontare nel 2025, e non nel 2022, i fondi europei destinati ai lavori. In questo modo possiamo stare ancora più tranquilli, anche se il cronoprogramma stabilito in fase iniziale sarebbe stato rispettato comunque».
Il gruppo dei 5 Stelle, composto da Tommaso Mazzanti, Francesco Panaroni e Matteo Giuliani ritiene invece che i ritardi siano da conteggiare rispetto alla tabella di marcia prevista dall'accordo di programma: entro il secondo quadrimestre 2018 il progetto, i pareri e le autorizzazioni; entro il primo quadrimestre 2019 il bando e l'inizio dei lavori; entro il secondo quadrimestre 2020 l'opera conclusa. Si è ancora in attesa del bando, che spetta al Provveditorato. I pentastellati fanesi aggiungono la necessità di rinnovare l'accordo di programma, «ormai scaduto». Specifica infatti Mazzanti che, altrimenti, «è in pericolo il contributo europeo Por Fesr, di oltre 2 milioni e 130.000 euro, erogato dalla Regione per il primo stralcio dei lavori». È prevista una spesa di oltre 4 milioni e 200.000 euro (il resto ce lo mette Rfi) per salpare le attuali barriere anti erosione e spostarle più al largo, realizzandone 6 lungo il braccio di mare di un chilometro e 300 metri dalla foce del fiume Metauro a Baia Regina, dove le onde delle burrasche minacciano la ferrovia. Il secondo stralcio fino a Torrette (spesa prevista di 3 milioni e mezzo) è a una fase ancora più arretrata: «Come si vuole finanziarlo e quando sarà realizzato?», chiede Mazzanti, consigliando alla Regione di attingere ai fondi del piano Proteggitalia. Riassumendo, il gruppo d'opposizione chiede al sindaco Seri a quale punto sia il percorso burocratico del primo stralcio, di confermare che le risorse non saranno perse a causa dei ritardi, chi ne sia responsabile, che cosa abbia fatto l'amministrazione fanese per evitarli e «se si sia cautelata conclude Mazzanti rispetto al rischio di essere chiamata a risponderne».
Osvaldo Scatassi
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