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01/06/2019

Sciopero per il contratto Chiuse le biblioteche

Eco di Bergamo

Gli effetti dello sciopero indetto ieri a Roma per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale multiservizi si sono visti anche in città, con la chiusura delle biblioteche Tiraboschi, Caversazzi (aperta solo la sera), le periferiche di Colognola, Valtesse, Boccaleone e Città Alta. Si tratta di servizi esternalizzati dal Comune di Bergamo tramite bandi vinti da cooperative che fanno riferimento ai contratti dei settori delle pulizie e dei servizi integrati/multiservizi nei quali ricadono, appunto, i bibliotecari. Ma in città sono coinvolte centinaia di persone, oltre 10 mila in provincia, denunciano i sindacati, che ieri hanno partecipato alla manifestazione a Roma per un contratto scaduto da 72 mesi. Obiettivo dello sciopero, fanno sapere Cgil-Cisl e Uil, «è chiedere un salario dignitoso, diritti e tutele contro la precarietà e lo sfruttamento e interventi legislativi sugli appalti, per regole certe». Da Bergamo, circa un centinaio tra sindacalisti e lavoratori sono scesi in piazza a Roma: «Ad incrociare le braccia sono i lavoratori che poco si fanno notare, ma fondamentali per il servizio svolto in ospedali, scuole, tribunali, uffici, banche, poste -  dicono Mario Colleoni di Filcams-Cgil, Alberto Citerio di Fisascat-Cisl e Giacomo Ricciardi di Uiltrasporti-Uil provinciali -. Le prime stime registrano un'adesione molto alta, con punte di più del 50%. Per più di sei anni le associazioni datoriali hanno continuato a modificare la loro posizione nei confronti del contratto nazionale e hanno avanzato proposte inaccettabili di rinnovo. Riteniamo vada cercata una sintesi per definire presto e bene il rinnovo del contratto». Quantifica Alberto Citerio, Fisascat-Cisl: «La retribuzione lorda è di 6 euro e 84 all'ora, come stipendio base. È un sistema debole perché soggetto agli appalti, giocati su una continua riduzione di ore e tagli al servizio». Francesco Pisciotta di Filcams-Cgil segnala il problema «del continuo cambio di appalto, che per le biblioteche cittadini è alle porte. Sono certo che il Comune manterrà le clausole sociali, come si è sempre fatto, nonostante il blocco del codice degli appalti non le preveda più». • Diana Noris