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16/12/2018

Sciopero domani di Enel e Gaia con protesta in piazza Aranci

QN - La Nazione

SIT-IN di protesta domani mattina in piazza Aranci. A manifestare sotto la Prefettura saranno, dalle 10 a mezzogiorno, i lavoratori del settore elettricità, gas e acqua. Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno proclamato una giornata di sciopero per fermare le aziende che in tutt'Italia gestiscono questi servizi, fondamentali i cittadini e le imprese. Guardando nel piccolo, i dipendenti di Gaia, Enel, Italgas e 2iRetegas presenti nella nostra provincia sono diverse centinaia e solo domani si vedrà quanti di loro avranno incrociato le braccia. «Chiederemo di incontrare il Prefetto - spiega Nicola Del Vecchio, segretario organizzativo Cgil - e poi vedremo se ci potrà vedere anche il sindaco di Massa. La protesta è per la modifica del codice degli appalti ma c'è anche un problema che riguarda i servizi e la gestione degli stessi nei singoli comuni della nostra provincia. Noi vogliamo parlarne avanzando delle proposte». A livello nazionale, l'obiettivo dei sindacati confederali è «scongiurare le ipercussioni che alcune norme o proposte di legge in discussione rischiano di produrre sulla tenuta occupazionale dei settori, sulla qualità dello sviluppo anche in termini ambientali e sulla qualità dei servizi erogati. Una delle disposizioni contro cui protestano i lavoratori riguarda l'applicazione dell'art.177 del codice degli appalti che sancisce l'obbligo per i concessionari di servizi pubblici (che non siano stati selezionati con gara) di esternalizzare una quota pari all'80% dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni». Per i sindacati questo causerebbe la trasformazione di importanti aziende operanti nel settore della distribuzione di energia elettrica e del gas in stazioni appaltanti quasi prive di ruoli operativi e gestionali. Un altro tema su cui si concentra l'attenzione di Filctem Femca Flaei e Uiltec è la bozza di decreto in cui si sancisce l'esclusione della Geotermia convenzionale dagli incentivi alle energie rinnovabili rischiando l'azzeramento di un'attività che usa una risorsa naturale rinnovabile di energia, che copre oltre il 30% della produzione elettrica regionale e che occupa in Toscana oltre 2.000. A.Lup.

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