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26/01/2021

Sciopero dei farmaci salvavita tregua di qualche giorno

Il Tirreno - Luca Barbieri

Gianni Marchi, il dipendente della Casa di riposo, ha incontrato il sindaco «Ho avuto la promessa di un tavolo allargato con sindacati e vertici, vedremo» Il caso
Carrara. Ha il sapore di una tregua con tempi già ben delimitati l'epilogo dell'incontro di ieri a palazzo civico tra Gianni Marchi, l'operatore della Regina Elena, e il sindaco Francesco De Pasquale.Marchi proseguirà ad assumere i farmaci infatti con la promessa, in tempi strettissimi, di un tavolo ad hoc per discutere dei contratti al centro dei bandi.La vicenda è ormai nota: il lavoratore - 37 anni in via Don Minzoni, oggi 57enne - ha intrapreso giorni fa uno sciopero dei suoi tre medicinali salva-vita chiedendo di rivedere quei bandi che prevedono 11 assunzioni nella rsa carrarese: «Non è una rivendicazione personale, ma per il bene comune della Regina Elena. Basta privatizzazioni sulle spalle di operatori e ospiti», ha sempre ripetuto Marchi. Da qui, dal suo gesto, la convocazione di un incontro in Municipio.«Sono abbastanza soddisfatto, ma se non ci sarà il tavolo... posso aspettare un paio di giorni, tre. Non di più», precisa prontamente Marchi a pochi minuti dalla fine della riunione.E aggiunge ancora il dipendente: «Ho trovato il sindaco disponibile, si è impegnato nella convocazione di questo tavolo allargato con i sindacati e con i vertici della casa di riposo, vedremo. Abbiamo anche parlato di un esempio toscano, a Cascina, con un bando dell'agosto 2020 con contratti enti locali. Abbiamo anche ricordato la recente situazione della struttura e più generalmente il concetto è sempre quello: non si risparmia sulla pelle delle persone», aggiunge. Un concetto che ribadisce e che è il fil rouge della sua protesta fortissima interrotta solo alla vigilia dell'incontro con il sindaco e in attesa dunque del tavolo con le parti chiamate a ridiscutere di quei bandi.Con Gianni Marchi in sala di rappresentanza del Comune, anche due delegati della sezione apuana dell'Unione Sindacale Italiana ed Enzo Mastorci (Cisl).Il sindaco«Come stai? Stai prendendo le medicine? Hai scelto una forma di protesta troppo pericolosa. Non vogliamo privatizzare, tutt'altro. Vogliamo rendere più funzionale la struttura. Certo in questo momento tutto è più difficile a causa del Covid e a causa di una generalizzata mancanza di operatori sanitari. Anche assumere è complicato e poi ci sono dei paletti da rispettare. In questo quadro siamo disposti a confrontarci e a dialogare con tutte le sigle sindacali», le parole del sindaco nell'incontro annunciando il prossimo tavolo.Parole, quelle del primo cittadino, che erano state anticipate nelle ore precedenti da un lunga lettera mandata dal presidente della struttura Giuseppe Simone Profili a Marchi (recapitata anche ai sindacati), nella quale si invitava il lavoratore a «desistere dalla protesta: in primis a tutela della tua salute, già così segnata», e rivendicava il «percorso virtuoso che ci ha portato prima a far scorrere la graduatoria degli Infermieri, arrivando all'assunzione di 2 unità a tempo indeterminato» e a «riorganizzare tutte le tipologie contrattuali, puntando su tipologie di rapporti più stabili predisponendo due concorsi per Infermieri e per Oss». L'infermiere di notteE ancora, sul caso del turno notturno sospeso dell'infermiere, il presidente Profili ha spiegato: «A causa di una serie di assenze impreviste per i più svariati motivi: nel giro di pochi giorni lo abbiamo sostituito in struttura con un medico, novità assoluta per la nostra Rsa e coerente con il contratto Uneba adottato», scrive Profili concludendo sulle differenze dei nuovi contratti: «Saranno totalmente riequilibrate con accordi individuali con i singoli dipendenti e sotto l'egida di un accordo sindacale sottoscritto da tutti le principali sigle».Critiche di Bernardi«Ospiti senza medico e infermieri». Nel frattempo, dopo i casi positivi al Covid-19, di cui abbiamo scritto, tra ospiti e operatori, la rsa carrarese torna al centro delle cronache. Massimiliano Bernardi (consigliere di Alternativa per Carrara) tuona: «Nella notte tra giovedì e venerdì alla struttura due ospiti con situazioni cliniche non semplici sono rimasti senza medico e senza infermieri. Una vergogna». A quanto sembra emergere, in serata dall'ospedale delle Apuane è stato dimesso uno degli ospiti portato nei giorni scorsi dopo il focolaio Covid in ospedale per accertamenti (sarebbe negativo); e dunque effettivamente, complici l'orario e l'arrivo a quanto pare inaspettato, sembra che mancassero al Regina Elena sia il medico con il turno di riposo, sia l'operatore sanitario richiamato altrove. La vicenda sarà chiarita.Luca Barbieri© RIPRODUZIONE RISERVATA