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31/05/2019

Scioperano i multiservizi Stop anche alle sepolture

Il Tirreno - Maria Lardara

Sono meno di 300 i lavoratori delle coop che lavorano per ospedali, cimiteri musei e appalti pulizie, ma la protesta di oggi potrebbe paralizzare interi settori vertenza Scioperano i multiservizi Stop anche alle sepolture Sono meno di 300 i lavoratori delle coop che lavorano per ospedali, cimiteri musei e appalti pulizie, ma la protesta di oggi potrebbe paralizzare interi settori vertenza
PRATO. "Vietato morire" oggi a Prato. No, non è uno scherzo e nemmeno una provocazione di cattivo gusto. Il titolo di un brano del cantante Ermal Meta descrive solo il disagio che si potrebbe creare nella giornata odierna all'interno dei cimiteri pratesi. Perché è qui che incroceranno le braccia i sette addetti alla sepoltura in servizio. E non solo loro. Dietro il possibile disagio, le ragioni sacrosante di uno sciopero nazionale cui aderiscono anche gli operatori cimiteriali pratesi che lavorano per il consorzio Leonardo. Ma aderiscono anche i lavoratori e le lavoratrici degli appalti pulizie nel nuovo e vecchio ospedale, quelli dei distretti sanitari, il personale dei musei (Palazzo Pretorio, Pecci, Museo del tessuto, Musei diocesani), gli addetti alle pulizie nelle banche, uffici postali, supermercati. La previsione è che in città possano aderire allo sciopero unitario - proclamato da Cgil, Cisl e Uil - almeno 250-300 persone su un totale di 500-600 donne e uomini che a Prato lavorano per il mondo delle cooperative con il contratto multiservizi. Che è scaduto da sei anni, ecco il motivo dello sciopero che porterà oggi a Roma ben due pullman della Filcams Cgil pratese. «Sono lavoratori che permettono tutti i giorni di utilizzare ospedali, scuole, tribunali, uffici, banche, poste, cimiteri dove svolgono servizi essenziali», fa notare Nunzio Martino della Filcams Cgil pratese. In particolare, all'ospedale Santo Stefano il servizio delle pulizie e del trasporto dei pazienti barellati viene svolto da un centinaio di dipendenti della Cooplat mentre dal prossimo primo giugno l'appalto pulizie dell'ospedale vecchio e dei distretti passerà alla Gsn del consorzio Leonardo subentrato al raggruppamento Cooplat-Rekeep (coinvolti 40 dipendenti). «Grazie alla trattativa sindacale, in fase di subentro - fa notare la Filcams Cgil di Prato - è stato possibile mantenere le tutele dell'articolo 18 per non penalizzare i lavoratori e le lavoratrici». Certo, l'adesione allo sciopero sarà possibile nelle pieghe della legge 146 che stabilisce un minimo di prestazioni da assicurare nel servizio pubblico. Sul fronte dei cimiteri, l'appalto per i servizi di sepoltura è affidato sempre al consorzio Leonardo cui fanno capo sette operatori cimiteriali, coadiuvati dai lavoratori delle cooperative sociali che si occupano di recupero e inclusione. Per quanto riguarda invece la rete Pratomusei è in corso la gara comunale unica per l'appalto dei servizi museali integrati (novità voluta dalla giunta Biffoni) finora affidati a CoopCulture per Palazzo Pretorio, CoopCulture e Chora per il Museo del Tessuto e Musei diocesani, CoopCulture e Keras per il centro Pecci: complice il "delicato" momento, per il personale museale si prevede una bassa adesione allo sciopero. In Toscana sono oltre 50mila le lavoratrici ed i lavoratori del comparto dei servizi in appalto, sempre più esposto alle logiche del massimo ribasso. --Maria Lardara BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI