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05/06/2019

Scintille tra De Luca e industriali

Corriere del Mezzogiorno

All'assemblea dell'Unione il governatore contesta Grassi: non riconosce i meriti della Regione
Non c'è solo il duello tra Vincenzo De Luca e Luigi de Magistris. Da qualche tempo c'è anche un'altra dicotomia che s'impone sulla scena. Quella tra il governatore e il presidente degli industriali, Vito Grassi. Che, per De Luca, diventa irrimediabilmente (e per l'intero discorso) «Vito Grasso». Sul palco della Mostra d'Oltremare per l'assemblea di Palazzo Partanna si avvicendano sindaco, imprenditori e governatore. Grassi nella sua lunga relazione non cita mai la Regione. Scatenando l'ira e il sarcasmo del governatore. «Non sono al passo con i tempi, con il Neanderthal style, lo stile Salvini - comincia -. Ritengo Napoli una grade capitale del mondo, ma ci sono problemi che condizionano il futuNAPOLI ro di Napoli. C'è un problema di disciplinamento, di valorizzazione delle energie, superamento dei difetti. Napoli è diversa da Milano, lo sappiamo». E fin qui. Poi inizia: «Quando parlano gli uomini delle istituzioni e lo dico in polemica con Grasso, che parla di politica, la politica non esiste. Esistono il governo, i ministeri, la Regione, il comune, la città metropolitana ognuno con le proprie responsabilità, altrimenti diventa una palude generale dove non si sa chi fa cosa. Parlare chiaro, con nome e cognome, significa imporre ai responsabili politici di fare il proprio rendiconto senza poesia. Io faccio il mio». Dopo è ancora più esplicito: «Quando si fanno gli inviti istituzionali ai politici bisogna prendere l'abitudine di inserire nell'invito, come si fa per le serate di gala in cui si precisa che è gradito l'abito scuro, che è gradito il resoconto della propria attività prima di parlare. Dicano quello che hanno fatto così si avranno delle belle sorprese». E giù con i numeri. Alla fine di una lista infinita, dice De Luca, la Regione Campania ha stanziato 11 miliardi in infrastrutture di vario tipo, dalle strade, alla metro («Sulla Linea 6 è partita la procedura di infrazione dell'Ue, perché il cantiere è in forte ritardo: rischiamo di perdere 100 milioni, così come 60 milioni per il mancato avanzamento dei lavori a Bagnoli») agli ospedali, al polo di San Giovanni, ai porti, all'ambiente. Il punto qual è allora? È che gli industriali non glielo riconoscono, e non fanno distinzione tra lui e de Magistris: «Ha ragione Vito Grasso i fondi europei non sono aggiuntivi, ma sostitutivi e ci costano lacrime e sangue». Puntualizza: «L'evento delle Universiadi presentato qui come orfano, è frutto della scelta della Regione di investire da sola 270 milioni. Caro Vito Grasso le Universiadi serviranno a rilanciare nel mondo l'Italia intera. Mi auguro che riusciremo a essere all'altezza, come Milano con l'Expo». Ripuntualizza: «Per San Giovanni, anche qui presentato come polo orfano, la Regione investe 100 milioni senza i quali non esisterebbe. Punto. Come non esisterebbe la Apple, se la Regione non mettesse 6 milioni l'anno in borse di studio, se ne tornerebbe in America. Così, lo dico per ricordarlo a tutti noi». Poi rivolto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni: «Gli ricordo che c'è un piano di edilizia sanitaria bloccato a Roma». Al governo chiede di intervenire sul codice degli appalti, sulla «demenziale» legge Severino (la battaglia per la modifica dell'abuso in atto d'ufficio la condivide con Matteo Salvini) e sull'autonomia differenziata: «Se la sfida è quella dell'efficienza siamo davanti a voi, ma l'unità nazionale non è negoziabile». E scappa via. Sarà un caso ma l'unico industriale che alza i tacchi e se ne va dopo di lui, è il salernitano papabile presidente degli industriali campani, Andrea Prete. Simona Brandolini © RIPRODUZIONE RISERVATA

resenta Universiadi e polo di San Giovanni come iniziative «orfane» Invece c'è il nostro impegno

Foto: Protagonisti Da sinistra, Vincenzo De Luca, Vincenzo Boccia e Vito Grassi