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30/11/2018

Scatole cinesi dietro l’affare rifiuti

Il Mattino

IL FOCUS
Mary Liguori
Una rete di aziende inscatolate, con gestori non coincidenti con i reali proprietari, e una serie di Comuni dove i presunti corruttori avrebbero trovato terreno fertile per turbare aste e fare soldi sia con gli appalti pubblici che con la mercificazione della spazzatura. Il filo conduttore tra il traffico di rifiuti Campania-Veneto che la Procura di Napoli attribuisce a Carlo Savoia e Denis Baldan e gli appalti del settore ecologia affidati con bandi ad hoc a determinate ditte, si dirama fino a Caserta attraverso la Lab Green di Gennaro Cardone che nel capoluogo ha vinto la gara per l'affidamento in concessione delle casette dell'acqua. Tra i procedimenti finiti nel mirino della direzione distrettuale antimafia, quella degli impianti di distribuzione idrica è di certo il business meno appetibile, ma i pm sono partiti da quella concessione del Comune per ricostruire una serie di contatti che legano le vicende casertane a quelle di altri sei Comuni, sia in provincia di Caserta che nel Napoletano, e ruotano intorno a nove gare d'appalto in parte vinte dalle aziende ritenute collegate a Savoia in parte in corso d'affidamento. L'assetto societario delle aziende finite sotto controllo ha innescato nei pm Dda Fabrizio Vanorio, Gianfranco Scarfò e Maurizio Giordano un ragionamento che, riannodandosi dai terminali, porta a una sola radice: le aziende di Carlo Savoia, già direttore della Eco4, legato prima all'ex consigliere regionale Nicola Ferraro, poi all'ex sottosegretario Nicola Cosentino, ambedue condannati per aver favorito il clan dei Casalesi in materia di appalti pubblici e rifiuti. Ma torniamo al ragionamento del pool Antimafia diretto dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio. La Lab Green, dicevamo, è di Gennaro Cardone, così come risulta da lui gestita la Ecologia e Servizi Italia, che si è aggiudicata la gara per la raccolta rifiuti a Cardito. Energetikambiente, di Cardone e di Pasquale Vitale, è in corsa a Sant'Arpino sia per la raccolta rifiuti che per le casette dell'acqua. Quest'ultima tipologia di gara è sotto i riflettori a Casalnuovo di Napoli perché è stata affidata alla Lab Green.
LA GARA
Dall'aggiudicazione della gara per le casette dell'acqua i pm sono partiti per avviare gli accertamenti che si concentrano, a Caserta, sul sindaco Carlo Marino e sul dirigente comunale in pensione Marcello Iovino. Nel mirino della Dda sono finiti, insieme alle procedure di affidamento delle casette dell'acqua, due diversi procedimenti di gara. Uno è stato affidato e riguarda la progettazione del biodigestore di Ponteselice, di cui si è occupatala Tecnosistem per 40mila euro. L'altro invece è relativo alla gara d'appalto bloccata presso l'Asmel per la raccolta dei rifiuti. Un bando da 116 milioni di euro. Tra i mesi autunnali e l'inizio della primavera scorsa il bando per l'igiene urbana di Caserta è stato modificato ed è passato da 60 a 116 milioni di euro. In corsa per il bando all'esame dell'Asmel, ci sono la Energetikambiente, il Consorzio Cite e la Tekra. Savoia è stato legato a tutte e tre le società.
IL TRAFFICO
Secondo il pool di magistrati che sta analizzando i fascicoli acquisiti sia nei Comuni che presso la Sapna e la Campania Servizi, società partecipate della Città Metropolitana di Napoli e della Regione, «Carlo Savoia dagli atti delle indagini realizzate fino ad oggi risulta al centro di un vasto traffico di rifiuti proveniente da Napoli e diretto agli impianti veneti di Baldan. Ma non è tutto. L'imprenditore è infatti sospettato di essere protagonista di alcune vicende corruttive all'aggiudicazione di gare d'appalto con metodi collusivi. E, ancora, «i reati sarebbero stati commessi da Savoia e dai suoi dipendenti con una stabile organizzazione di persone e mezzi volte a commettere una serie indefinita di delitti contro la pubblica amministrazione e relativi al traffico illecito di rifiuti».
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