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25/08/2020

Scala 4, un progetto «nato confidando sulla società civile»

Giornale di Brescia

Centro Covid / «Il progetto di Scala 4 è stato concepito ormai cinque mesi fa. All'epoca vi era piena confidenza nella disponibilità di segmenti della società civile di finanziare i lavori necessari. Per questo motivo l'istanza di autorizzazione rivolta alla Regione era priva di richiesta di finanziamento pubblico». Lo ricorda Marco Trivelli, direttore generale Welfare della Regione, all'epoca a capo dell'Asst Spedali Civili, a proposito della pubblicazione dell'avviso per manifestazione d'interesse da parte dell'Asst bresciana, che sostanzialmente cerca finanziatori privati per sostenere la spesa per la ristrutturazione dell'ala dell'edificio e farne un Centro Covid da 170 posti letto in vista di una possibile recrudescenza dell'epidemia. «L'assenso regionale - ricorda Trivelli - fu manifesto, ma poi è emersa la necessità di inserire anche questa iniziativa nel quadro regolatorio nazionale degli interventi ospedalieri urgenti anti-covid. Sono passati purtroppo quasi cinque mesi per completare l'iter ministeriale. Mi sembra ottima l'iniziativa di Asst Spedali Civili di sondare società civile e mondo imprenditoriale, in osservanza anche della normativa degli appalti pubblici. Attendiamo l'esito della manifestazione di interesse - conclude il direttore generale -. In ogni caso la Regione segue con attenzione questa vicenda e farà la sua parte perché questa iniziativa si realizzi». In buona sostanza, l'avviso per manifestazione d'interesse consentirebbe a privati già in partenza interessati a finanziare l'opera, di avanzare la propria candidatura, garantendo la trasparenza del procedimento necessaria per un intervento su una struttura pubblica. Sulla vicenda sè intervenuta ieri con un comunicato anche la Federazione provinciale di Brescia del Partito Socialista Italiano, che chiede «un dibattito sulla ristrutturazione del Civile che coinvolga autorità locali, società scientifiche, associazioni mediche e infermieristiche, urbanisti, formazioni politiche e organizzazioni sindacali bresciane, prima che decisioni avventate siano rese operative». Non solo su Scala 4, ma anche sulla demolizione del Satellite per la costruzione di una piastra per l'Ospedale dei Bambini e di una piastra per il Pronto Soccorso. I socialisti bresciani, «manifestano preoccupazione e contrarietà di fronte a queste ennesime sortite dettate dai governanti della destra, all'esterno di Brescia, a Milano, che rispettano solo logiche politiche spartitorie e interessi privati». Tra i punti critici evidenziati, «la pericolosa immissione di capitali privati in un grande ospedale pubblico», e «l'inaccettabile assenza di coinvolgimento delle autorità locali, scientifiche, mediche, urbanistiche, politiche e sindacali bresciane nella condivisione di tali progetti». Secondo i socialisti il Civile «deve essere gestito dai bresciani, senza partigianeria politica, per i pazienti bresciani» e necessita di «ristrutturazione adeguata all'urbanistica, ai trasporti locali, ai bisogni di protezione infettiva di pazienti e operatori». Il Psi denuncia inoltre «la totale assenza di progetti di investimento in altri settori strategici della sanità come informatica, alleggerimento del carico burocratico, incremento del personale, adeguamento strumentale». //

Foto: Marco Trivelli, allora direttore al Civile e ora in Regione, spiega la genesi del bando rivolto a privati