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22/10/2020

“Scala 4”, l’ospedale si prepara alla battaglia

QN - Il Giorno

BRESCIA di Federica Pacella Partono giovedì i lavori per la ristrutturazione della Scala 4 del Civile, dove sarà realizzato il reparto Covid con 170 posti letto, con ingresso autonomo ma collegato al resto dell'ospedale. Nell'arco di quattro settimane saranno aperti i primi due reparti, ai piani 4 e 5, per un totale di 64 posti subito utilizzabili. I lavori, per 2,3 milioni di euro, saranno finanziati da Fondazione Spedali Civili presieduta da Marta Nocivelli e realizzati da circa 14 ditte scelte con chiamata diretta dalla cooperativa sociale 'Per Brescia', presieduta da Fabrizio Spassini, costituita ad hoc da professionisti che, gratuitamente, si sono messi a disposizione per il progetto. Sarà, invece, Intesa Sanpaolo a finanziare con 4,5 milioni di euro tutto l'apparato tecnologico, cuore del reparto Covid, con i letti dotati di monitor, sistemi di supporto per la respirazione che possono essere convertiti in ventilazione meccanica. Nel complesso, il reparto ribattezzato come "Scala 4.0", avrà un costo di circa 6,8 milioni di euro, tutti fondi privati delle due realtà che hanno aderito alla manifestazione d'interesse lanciata dal Civile. «Il piano regionale di giugno - ha spiegato Massimo Lombardo, direttore generale dell'Asst Spedali Civili - prevede investimenti strutturali per terapie intensive e sub intensive da realizzare in 24 mesi, che sono troppi per il ruolo che il Civile è chiamato a svolgere. Per questo abbiamo scelto la strada, prevista dal Codice degli appalti, della donazione dei privati». Rispetto al progetto iniziale presentato ad aprile dall'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, molte cose sono cambiate. «È diverso il contesto», ha sottolineato Lombardo. Oggi chi necessita di terapia intensiva è destinato ai 18 hub lombardi. Tra questi, il Civile di Brescia, dove i 10 posti messi a disposizione sono già tutti occupati: per questo, altri pazienti Covid gravi sono stati dirottati verso gli altri hub. Sono 85 invece i ricoverati; se i numeri dovessero aumentare, Lombardo conferma che c'è la capacità di espansione, con l'obiettivo però di mantenere la continuità per i pazienti non-Covid. Il centro di via Morelli, intanto, sta drenando dai Pronto soccorso i casi sospetti. Scala 4.0 è dunque un tassello di una rete che opera su scala regionale. Resta, però, il nodo del personale. «Noi abbiamo investito nel personale - conferma Lombardo - e ne assumeremo ancora. Non siamo però riusciti a trovare il numero di specialisti sufficienti rispetto al bando fatto. Questo è un problema a livello nazionale, ci sono meno medici ed infermieri di quello che il Covid richiede». © RIPRODUZIONE RISERVATA