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06/05/2020

Scadranno il 15 maggio due bandi emanati dalla Reg…

QN - Il Resto del Carlino

NOI MACERATESI
Scadranno il 15 maggio due bandi emanati dalla Regione nell'ambito delle azioni a sostegno delle attività agricole realizzate nei siti «Natura 2000», ossia quei siti che rientrano nel sistema organizzato di aree destinate alla conservazione della biodiversità nel territorio dell'Ue. Nel parco dei Sibillini, la rete «Natura 2000» è costituita da 23 siti, di cui 18 zone speciali di conservazione e 5 di protezione speciale, per una superficie pari al 65,84% del territorio del parco. Nello specifico, col decreto del servizio delle politiche agroalimentari, è stato emanato il bando «Pagamento compensativo per le zone agricole Natura 2000». L'intervento è finalizzato a compensare, in tutto o in parte, gli svantaggi causati da specifici vincoli obbligatori, che devono essere rispettati dagli agricoltori nelle zone interessate dall'attuazione della direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici e della direttiva riguardante la conservazione degli habitat naturali, seminaturali, di flora e fauna selvatiche. I destinatari del bando sono agricoltori e organismi deputati alla gestione delle aree «Natura 2000», solo se possessori delle superfici oggetto di sostegno. Il secondo bando, «Pagamento compensativo per le zone forestali Natura 2000», è invece finalizzato a compensare svantaggi causati da specifici vincoli obbligatori che devono essere rispettati da proprietari e possessori di aree forestali nelle zone interessate dall'attuazione delle direttive. «I bandi - dice il direttore del parco, Carlo Bifulco - rappresentano una valida opportunità per chi possiede terreni nelle aree interessate, al fine di incentivare attività in ambito agrosilvopastorale che tutelino e promuovano un habitat conservato, dunque preziosi servizi ecosistemici. È un investimento per il futuro, in linea con quella che appare una necessità anche in considerazione di ciò che stiamo vivendo: dobbiamo realizzare sviluppo sostenibile e integrato in aree protette che possa diventare poi un modello da adottare».