scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
16/03/2021

“Scadenze ignorate? Mi stupisce che qualcuno le abbia rispettate…”

La Verita' - L.D.P.

L'INTERVISTA LUCA GASTALDI
Il direttore dell'Osservatorio agenda digitale: ?Questo sistema si ? dato norme complicate e inapplicabili, ha impiegati anziani e non fa formazione. Bisogna che gli organismi pi? piccoli si convincano a collaborare?
?Perchè stupirsi se solo 6.300 enti pubblici su 20.000 hanno attivato l'accesso ai servizi con Spid, il sistema di identit? digitale, e Cie, la carta di identit? elettronica? Considerando come ? strutturata la pubblica amministrazione, io lo considero quasi un miracolo?. Ironia 0 analisi della situazione? Luca Gastaldi, direttore dell'Osservatorio agenda digitale e dell'Osservatorio digitai identity del Politecnico di Milano, ? pungente: ?Quando un sistema come quello della pubblica amministrazione si d? regole complicate e quindi inapplicabili, quando l'et? media dei dipendenti ? alta e manca la formazione, quando gli enti non dialogano tra loro, non mi meraviglio se pochi Comuni hanno tagliato il traguardo previsto dal decreto Semplificazioni. Sono piuttosto sorpreso che siano cos? numerosi?. Spid, PagoPa, carta di identit? elettronica raggiungono pochi cittadini. Come mai questo ritardo? Non ? la prima volta che viene fissata una scadenza per svecchiare il sistema. ?Se non ? stato attivato l'accesso allo Spid ? perch? gran parte dei servizi delle pubbliche amministrazioni non sono digitalizzati?. Come mai la digitalizzazione dei servizi procede a rilento? Si potrebbero risparmiare soldi e tempo. ?Ci sono una serie di ragioni. La prima ? di natura strutturale: in Italia ci sono circa 20.000 amministrazioni, di cui 8.000 Comuni e altrettante scuole. Il 75% dei Comuni ha meno di 5.000 abitanti e meno di 5 dipendenti. Per costoro la digitalizzazione dei servizi non ? la priorit?, devono occuparsi di mille altre questioni. Inoltre mancano le competenze. I piccoli enti sono condannati al nanismo digitale?. Comuni piccoli e con scarse competenze, come si superano questi ostacoli? ?Basterebbe che i piccoli Comuni si aggregassero 0 comunicassero di pi? tra loro?. Non ? anche un problema di fondi? Il ministro dell'Innovazione, Vittorio Colao, ha detto che bisognerebbe investire di pi?. ? Non ? vero che non ci sono i soldi. L'Europa mette a disposizione parecchi fondi per accelerare la trasformazione digitale pubblica: in media ogni anno ? a disposizione pi? di 1 miliardo di euro. Ma per ottenere i finanziamenti bisogna presentare i progetti e poi rendicontarli quando sono ultimati. Ma le amministrazioni hanno scarsa competenza anche nella progettazione?. Se non riescono a trovar competenze al loro interno, non potrebbero servirsi di aziende private? ?Non ? facile. La normativa su queste collaborazioni ? complicata. Il codice degli appalti, oltre che essere pensato pi? per le strade che per le infrastrutture digitali, ? oggetto di continue revisioni, cos? le amministrazioni pubbliche per paura di sbagliare e incorrere nel danno erariale, preferiscono non decidere. Le norme sono incompatibili con i tempi del digitale: andrebbe rivisto l'impianto legislativo. Mancano 50 provvedimenti attuativi?. Non c'? anche scarsa richiesta di servizi digitali? Gli italiani sono poco tecnologici e piuttosto diffidenti verso questi nuovi sistemi. ?? vero. Il nostro Paese ? ultimo in Europa per diffusione delle competenze digitali. Siamo attaccati tutto il giorno a Facebook ma non siamo in grado di riconoscere una fake news, di accedere a un conto corrente online, di utilizzare i dispositivi tecnologici. Il cittadino quando deve fruire di un servizio pubblico si reca direttamente allo sportello senza prima domandarsi se c'? alternativa digitale?. Con il Covid per? qualcosa ? cambiato: lo abbiamo visto per la didattica a distanza. ?? di sicuro aumentata la consapevolezza che ? necessaria un'amministrazione pi? digitale e si ? anche scoperto che la banda larga ? poco diffusa. Tante aree del Paese non sono coperte. C'? per? un altro aspetto che ? conseguenza della scarsa competenza?. Quale? ?Quando le Pa introducono il digitale non ripensano i loro servizi. Si limitano a mettere online ci? che fino a quel momento avviene in presenza. Spesso i Comuni si rimpallano i documenti tramite mail quando basterebbe trasferire i dati su un unico registro digitale che sarebbe a disposizione di tutte le amministrazioni?. Allora chiss? quante altre scadenze per la digitalizzazione saranno saltate, di questo passo. ?Non si pu? pretendere che tutto cambi all'improvviso. Ci muoviamo in una situazione complicata che richiede tempo. Un grande passo in avanti ? stato fatto con la definizione di un piano triennale per l'informatica nel quale si indica la strategia di digitalizzazione del Paese. Ora sappiamo dove dobbiamo andare. Per risolvere il problema strutturale che molte Pa sono piccole si ? deciso di gestire centralmente alcune attivit?: Spid, carta d'identit? elettronica, PagoPa. Con Immuni e soprattutto il cashback sono stati raggiunti risultati strabilianti: ? bastato mettere in palio un po' di soldi e sono state superate molte perplessit? legate alla privacy che invece avevano caratterizzato Immuni?. O RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: INCERTEZZE Luca Gastaldi: ?Il settore pubblico non vuole aggiornarsi?