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09/01/2019

«Sbloccare i 21 miliardi per la Tav e le grandi opere»

Il Mattino di Padova - Albino Salmaso

Mainardi: la classe politica ha dimenticato l'Alta velocità da Treviglio a Padova Completare il sistema delle tangenziali lungo la A4. La Regione grande assente
padova. La priorità del 2019? «Far ripartire le infrastrutture in Italia. La paralisi ha fatto perdere 600 mila posti di lavoro e le imprese sono in grande difficoltà». A lanciare l'allarme è Bortolo Mainardi, architetto, ex commissario delle Gandi opere a Nordest, che ha lasciato la sua firma indelebile sul Passante di Mestre A57, realizzato in 4 anni dopo aver domato la rivolta dei sindaci, con la giunta Galan-Chisso. I veti del governo sulle grandi opere sembrano insuperabili, come se ne esce? «Mi pare difficile rintracciare l' avvio di un nuovo anno con un tasso così elevato di insicurezza delle imprese di costruzione, comparto che ha visto negli ultimi 5 anni una perdita di 600 mila occupati e le richieste di "concordato con riserva" presentate da Astaldi, Condotte,Grandi Lavori Fincosit, Mantovani,Cmc,Coop di Ravenna e Trevi. Il top del settore», spiega l'architetto bellunese che siede ancora nella commissione nazionale Via, la valutazione d'impatto ambientale a Roma. Ma quali sono le cause di una crisi così profonda? «Pesa drammaticamente la carenza di investimenti pubblici sulle infrastrutture. E poi il fallimento dell'assurdo codice degli appalti, che si somma ai recenti blocchi di opere in corso, ai pregiudizi politici sulle linee ferroviarie della Tav e alla clausola di salvaguardia che congela 53 miliardi di euro nel biennio 2020-2021 nella Legge di stabilità 2019. Tutto ciò decreta un' ipoteca sulle risorse e sembra mettere la parola fine alla crescita del Paese. Un allarme evidenziato anche nel monitoraggio dall'Associazione nazionale costruttori (Ance) a dicembre 2018 dal quale emerge che sono ben 27 le opere di importo superiore ai 100 milioni di euro ferme, bloccate e congelate da incomprensibili motivazioni: stiamo parlando di un investimento complessivo di 24,6 miliardi. Soldi fermi, congelati. Opere che se avviate produrrebbero un impatto di 86 miliardi con 380 mila nuovi posti di lavoro», afferma Bortolo Mainardi.A lanciare l'allarme non è solo l'Ance, ma anche la Banca d'Italia. Come mai?«Certo. L'ufficio studi di Bankitalia ha ricordato l'importanza di una politica d'investimenti nel settore delle costruzioni, che tra il 2007 e il 2013 ha riscontrato impieghi per circa 108 miliardi di cui 80 supportati dalla Legge Obbiettivo e altri 28 di competenza di grandi aziende e del Fondo coesione e sviluppo. Risorse che in otto anni hanno contribuito a una crescita del Pil pari al 7%».Dall'Italia al Veneto, che non brilla certo per dinamismo, a parte la Pedemontana che sarà conclusa nel 2020...«Il Veneto dal 2007 al 2013 ha realizzato il Passante di Mestre, la prima nuova autostrada in Italia dal blocco del 1975. E poi la tratta ferroviaria di alta velocità Mestre-Padova, il collegamento autostradale Conegliano-Sacile e l'avvio della Pedemontana Veneta in corso di realizzazione», afferma Mainardi. «Oggi rimangono ancora ferme lavori per 3,8 miliardi come il Sitave, le tangenziali venete a pedaggio nel tratto Vr-Vi-Pd, la superstrada Valsugana da Bassano a Trento e la terza corsia A22 Brennero nel tratto Verona-Modena più quelle di cui è concedente la Regione da anni in attesa della fine degli iter. Si tratta del Grap ( Grande raccordo anulare di Padova), l'autostrada regionale a pedaggio Medio Padova veneta Nogara-Mare Adriatico e la superstrada a pedaggio Via del Mare A4-Jesolo con altri 3 miliardi» spiega l'architetto.Insomma, i progetti ci sono ma sono fermi nel cassetto: cosa succede a Venezia? «Il guaio è che la Regione è Zaia e basta. Il governatore-onnipresente dalla grandi opere all'autonomia, gli altri assessori sono delle comparse. A Nordest sembra dissolto il dibattito politico sulla Tav. Se da decenni è disarmante la lentezza nelle procedure per velocizzare la linea Milano-Venezia-Trieste, è ancor più imbarazzante il caos delle amministrazioni regionali e comunali nel definire i tracciati nelle tratte Treviglio-Padova e Mestre-Trieste. Un'area, questa, con grande vocazione all'export che necessità di collegamenti veloci con il Nord (tunnel del Brennero e del Gottardo), con l'Est e il Mediterraneo e che annovera province con 5 miliardi di euro di valore aggiunto. Stiamo parlando del manifatturiero a Vicenza, Treviso e Padova e di altri 2 miliardi per Verona, Bolzano, Trento, Venezia, Pordenone e Udine. Al surrettizio pregiudizio di gran parte del Governo in carica, contrario a tutte le grandi infrastrutture, dovrà prima o dopo farsi largo la competenza tecnica: insomma la politica deve far vincere l'efficienza». --Albino Salmaso BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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