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06/06/2019

Sblocca cantieri, passa emendamento che sospende Codice appalti

Avvenire - Gianni Santamaria

DOPO IL VOTO DI IERI, OGGI IL SÌ DEL SENATO MA OCCORRE UN SECONDO PASSAGGIO ANCHE A MONTECITORIO
La corsa contro il tempo per convertire il dl fa slittare il decreto crescita. Soddisfazione di Lega e M5s. Molto critiche le opposizioni. Pd: «Inutile e dannoso»
Roma Via libera al Senato alla sospensione del Codice degli appalti prevista dal decreto "Sblocca cantieri". La norma è stata approvata con 174 voti a favore, 55 contrari e 40 astenuti. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vede, dunque, accolto il suo appello e ringrazia Lega e M5s. «Stavamo andando in zona Cesarini. Si è trovata una soluzione tecnica condivisibile che scaccia un'incertezza normativa». Il dl è in dirittura d'arrivo, e ieri sono stati ultimati i voti sugli emendamenti. Il voto finale al Senato è previsto per oggi. Ma occorre il secondo passaggio a Montecitorio, dove - per stare nei tempi di conversione in legge - c'è lo slittamento del decreto crescita, ancora in alto mare. Le Commissioni Finanze e Bilancio hanno, infatti, riunito l'ufficio di presidenza e deciso di rivedersi direttamente lunedì pomeriggio. L'approdo in Aula è fissato per lunedì 17. Sul tavolo mancano infatti ancora le soluzioni su alcuni temi centrali del provvedimento: il Salva Roma, ribattezzato Salva Comuni, le banche (si lavora alla proroga delle garanzie di Stato sulle obbligazioni di Carige) e l'Inpgi (l'ente previdenziale dei giornalisti). Non escluso nemmeno il salvataggio di Radio Radicale, su cui si cerca un compromesso politico. Intanto il consenso raggiunto nella maggioranza sullo "sblocca cantieri" non trova altrettanto entusiasmo nelle opposizioni e nelle parti sociali. «Non ci saranno più cantieri ma meno certezze per le imprese e più occasioni per il malaffare», attacca il vicepresidente dei senatori del Pd Franco Mirabelli, che definisce il compromesso raggiunto «inutile e dannoso». Deluso il capogruppo di Forza Italia in Commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama Massimo Mallegni, secondo il quale sul decreto «M5s batte Lega 10 a 1. Resta un "Blocca cantieri" e noi non lo voteremo». Con lo Sblocca cantieri «e il decreto crescita si comincia un percorso: è un punto di partenza che però non basta», avverte il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Netto il segretario della Cgil Maurizio Landini, per il quale il provvedimento «ha una logica folle in un Paese dove il subappalto ha fatto tanti danni». La norma sospende fino al 31 dicembre 2020, l'obbligo per i Comuni di fare gare attraverso le stazioni appaltanti. Inoltre, non avranno più l'obbligo di scegliere i Commissari di gara tra gli iscritti all'albo Anac. Resta, invece, il limite ai subappalti per un massimo del 40% e l'obbligo di indicare la terna dei subappaltatori in sede di offerta per le gare sopra la soglia comunitaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA