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28/06/2019

Sblocca cantieri ma non solo

Il Messaggero

Commenti, opinioni, e-lettere
Tre anni dopo l'ultima grande riforma degli appalti pubblici, il Paese, nel suo complesso, si avviluppa su questo tema per l'ennesima volta. Il Governo produce decreti per semplificare, il Parlamento, perseguendo la medesima ratio, li emenda e la Magistratura arresta per corruzione funzionari e politici, da nord a sud, tanto da far gridare l'opinione pubblica allo scandalo di una tangentopoli-bis. Purtroppo, il cosiddetto decreto "sblocca cantieri", al momento ha bloccato il Governo e, di conseguenza, il Paese. Qual è la exit strategy? Riporto tre elementi sui quali invito a riflettere. Primo punto: secondo il Cresme gli appalti pubblici, nel mese di marzo, cubavano 4,6 miliardi di euro e 1,9 miliardi ad aprile (meno della metà). Secondo elemento: la Commissione europea ha elaborato uno studio sull'attuazione del Mercato Unico nel campo degli appalti, dal quale emergono alcune disarmonie che caratterizzano vari Paesi membri. Alcuni Stati sono caratterizzati da difetto di semplificazione e mancanza di certezza giuridica. Per inciso: quelli ad "amministrazione debole", cioè l'Italia e i Paesi dell'Est, mentre i Paesi amministrativamente forti (Francia, Germania e Stati scandinavi) per effetto di quelle disarmonie finiscono per proteggere le imprese nazionali e di conseguenza questo tipo di protezionismo riduce il funzionamento del mercato unico. Paradossalmente, e questo è l'ultimo dato, Francia e Germania hanno elaborato il famoso manifesto industriale del 21° secolo, dove non c'è traccia dell'uso strategico degli appalti, sottovalutando così l'orientamento economico emergente sulla rilevanza degli acquisti pubblici, dunque sull'importanza del ruolo fondamentale che gioca lo Stato nell'economia per la produzione di valore. È chiaro che la risposta a quella domanda sta nella capacità dello Stato a cogliere certe sfide. E qual è la sfida fondamentale in questo momento storico? Elaborare un grande progetto per rilanciare l'economia che contempli lo strumento del public procurement come una leva per lo sviluppo e l'innovazione. Prendersela con il codice degli appalti è sbagliato: non è stato applicato neanche per il 20%. Bene lo "sblocca cantieri", ma collegato a un grande progetto di rilancio dell'economia. Vincenzo Pugliese avvpugliesev@gmail.com