scarica l'app
MENU
Chiudi
23/05/2020

” Sblocca-cantieri ” : guerra di lobby e di megapoltrone

Il Fatto Quotidiano - CARLO DI FOGGIA E CARLO TECCE

Semplificazioni
A PAG. 10 Grande è la confusione sotto il cielo del nuovo " sblocca cantieri " (per la precisione, " decreto semplificazione " ). Ma la linea di separazione, in sintesi brutale, è questa: nel nuovo dl, previsto a giugno, ci saranno molte meno gare per gli appalti pubblici (un mercato da 30 miliardi). Questo però non basta a una parte della maggioranza giallorosa, i renziani di Italia Viva e lo stato maggiore dei 5Stelle, che vogliono, di fatto, il liberi tutti. DA GIORNI la maggioranza finge di litigare sul cosiddetto " modello Genova " , cioè un commissario che agisce in deroga al codice degli appalti del 2016 e affida i lavori senza gara, come si è fatto per il ponte Morandi. Che però ha specificità uniche: l ' urgenza, l ' i mporto (solo 200 milioni), la spesa a carico di Autostrade per l ' Italia per i noti motivi. I 5Stelle, capitanati dal viceministro Cancelleri, sognano di sbloccare opere per centinaia di miliardi contenute nei piani di Anas e Fs trasformando gli ad in commissari alla " Geno va " . È il modello peraltro previsto dallo " sblocca cantieri " di aprile 2019 voluto dal ministro Danilo Toninelli ma finora mai attuato. Dall ' altra parte c ' è Italia Viva di Matteo Renzi, che da settimane preme con il suo " piano choc " fino a 120 miliardi. I piani di entrambi sono arrivati a Palazzo Chigi, dove Giuseppe Conte ha formato un gruppo di lavoro sul decreto, creando non pochi malumori tra i suoi ministri. In questo modo si vuole evitare che il dl " Semplificazione " faccia la fine di quello " Rilancio " , lievitato a 260 articoli, ed evitare anche pericolosi connubi di interessi tra politica e imprese (che nel settore delle costruzioni più o meno tutte hanno bisogno di ossigeno, cioè di quattrini). L ' idea di Conte, a cui lavora Roberto Chieppa, il segretario generale di Palazzo Chigi, è questa: per gli appalti sotto soglia comunitaria, cioè sotto i 5 milioni di euro, si potranno evitare le gare e ricorrere a procedure negoziate chiamando un gruppo di imprese (si parla di cinque). Parliamo del 75% degli appalti pubblici in Italia, sottratti alle gare aperte. Quando ad aprile 2019 Toninelli eliminò l ' obbligo di gara fino a 1 milione, l ' Autorità anticorruzione contestò la scelta, stavolta l ' obiettivo è garantire i controlli antimafia e di trasparenza. Sopra la soglia dei 5 milioni si punta a procedure in deroga a buona parte del codice degli appalti con due corsie: per le opere " stra tegiche " (la lista è da stendere) gli appalti verranno banditi senza gara, con procedure negoziate, per le non strategiche sarà previsto un bando semplificato. Tutto, è sempre l ' idea di Conte, senza ricorre ai commissari in deroga a ogni vincolo (perché le deroghe saranno la norma), che però piacciono di più alla politica. Di per sé questo meccanismo sottrarrà buona parte delle opere pubbliche al codice degli appalti, che però resta in piedi. Iv e 5Stelle, invece, vogliono andare perfino oltre, sospendendolo del tutto. Renzi, consigliato dall ' amico Pietro Salini, patron del colosso di costruzioni ribattezzato Webuild dopo l ' ingresso (o forse il salvataggio) della Cassa depositi e prestiti, nei giorni scorsi ha fatto arrivare - per il tramite di Maria Elena Boschi - il " suo decreto " alla vigilia del voto sulla sfiducia al ministro Alfonso Bonafede. A leggere le 7 pagine, si c a p i s c e l a portata: senza perdersi nei tecnicismi il testo di fatto sospende il codice per gli appalti sopra soglia ricorrendo ai commissari (anche centinaia). È il " modello Genova " urbi et orbi auspicato nei giorni scorsi da Salini in un ' intervista al Sole 24 Ore . Non di solo codice degli appalti vivono però i renziani. E per questo hanno chiesto il ripristino delle 3 " strut ture tecniche di missione " messe in piedi sotto il governo Renzi (inzeppate di fedelissimi) e chiuse di recente: " Casa Italia " , " Dissesto idrogeologico " ed " edilizia scolastica " . Vecchie strutture che ritornano e nuove poltrone. Richiesta che Conte ha declinato (come quella di concedere un sottosegretario in un ministero di peso). Un minimo di freno alla frenesia dello " sblocca tutto " ar riva da dove meno ci si aspetta, e cioè dal Pd, contrario a sospendere il codice degli appalti. La ministra Paola De Micheli punta a stilare un elenco di opere strategiche con precisi paletti da affidare ai commissari, pensati però come un ' e c c ezione perché il modello Genova non è r ep li ca bi le . Per Iv l ' ha messa nel mirino. Troppo forte è l ' appe tito della politica, 5Stellecompresi. Nella proposta Cancelleri, per dire, ogni commissario potrà contare su una struttura fino " a un massimo di 40 unità " . Qualcosa di inconciliabile con lo spirito del decreto Semplificazione che mira ridurre i costi dell ' amministra zione accelerando la spesa . La discussione andrà avanti a lungo. Nel frattempo arriverà l ' allegato " infrastrutture " al Def: opere per 200 miliardi, senza analisi costi-benefici.
Il nuovo f ronte Il premier Giuseppe Conte: a giugno vorrebbe emanare il dl s emplificazione Ansa
I PROTAGONISTI MATTEO RENZI Il leader di Italia Viva PAOLA DE MICHELI Ministro delle I n f ra s t r u t t u re GIANCARLO CANCELLERI Vi ce m i n i s t ro al Mit