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16/05/2020

Sblocca-cantieri e decreto per ” sminare ” Renzi&C .

Il Fatto Quotidiano - LUCA DE CAROLIS

PALAZZO CHIGI
Sicambia Il premier abbandona i Dpcm e si rimette alle Camere Allo studio le norme per opere e appalti (e per tenere uniti i giallorosa)
Il governo sembra la grande stanchezza. Così il timoniere Giuseppe Conte concede e promette di correre. Perché deve calmare alcuni e riaccendere molti, o almeno mostrare di averci provato, per non concedere a nessuno nuovi pretesti. IL GIORNO DOPO il faticosissimo parto del decreto rilancio, il presidente del Consiglio vede il Pd che punge i 5Stelle ammiccando al rimpasto, il M5S che si preoccupa e fa no con la testa e Matteo Renzi che fa sempre il Matteo Renzi: cioè detta condizioni, pretende, insomma minaccia, facendo leva sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli Alfonso Bonafede in Senato, mercoledì prossimo. E allora Conte prova a rassicurare per ripartire, abbinando carezze e promesse. Quindi sulle riaperture niente più dpcm ma largo a un decreto legge, come chiedevano i dem e Italia Viva. Oggi il premier si sarebbe anche presentato alle Camere per riferire sulle nuove norme, assicurano da palazzo Chigi, ma poi gli hanno fatto presente che, senza più il dpcm, fare un ' inf orm ati va sarebbe stato abbastanza superfluo, " tanto il decreto andrà comunque convertito in legge dal Parlamento " . Così ora il premier lavora al dl per riaprire non tutto ma parecchio, un testo che dovrebbe vedere la luce domani ( " dif ficile finire prima " racconta no). E chissà invece quando arriverà lo sblocca cantieri, una carta che Conte vuole giocarsi presto, " anche perché su questa misura lavoriamo da tempo " a s si cu r an o sempre da Chigi. Un altro segnale alla maggioranza tutta ma innanzitutto a Renzi, che in mattinata lo ha ridetto così: " Sbloccare i cantieri è la priorità, nelle prossime ore capiremo dal presidente del Consiglio se, sui punti che abbiamo posto, possiamo camminare insieme " . Poi, il colpo sotto la cintura: " Su Bonafede decideremo dopo averlo ascoltato in Aula " . Un bluff per alzare la posta, è opinione diffusa. E anche Conte, giurano, non è preoccupato. Ma nel giorno in cui anche il segretario dem Nicola Zingaretti evoca i lavori da velocizzare mettendo mano al codice degli appalti, è evidente che i partiti chiedano un aumento del passo. " Il futuro del governo è nelle mani del governo, cioè nell ' impat to delle misure che prende " riassume Federico Fornaro di Leu. Detto più chiaro, " la gente aspetta i soldi " . E le imprese appalti, di corsa. POI, CERTO, c ' è la politica che guarda se stessa. Così i dem alzano la temperatura, soffiando senza dirlo dritto la parola rimpasto. Sanno di stuzzicare una ferita fresca per i 5Stelle, perché il mezzo disastro sui migranti, con un accordo chiuso dal M5S domenica notte e poi rinnegato lunedì mattina, ha riacceso i fari sulla squadra di governo dei 5Stelle, fragile in alcune pedine. " La maggioranza ha una forte solidità, non serve nessuna fase 2 " dice di buon mattino a RaiNews24 il capo politico reggente dei 5Stelle, Vito Crimi. Prova a sbattere la porta. Ma tanti dal Movimento lo hanno chiamato per chiedergli lumi. " Sentono " gli occhi del Pd, si agitano. " Ma se si apre la giostra, anche noi chiederemo conto del lavoro di alcuni ministri dem " sibilano dai piani alti. In questo scenario, i 5Stelle hanno deciso che Bonafede farà bene a restare capodelegazione. " Cambiare ora sarebbe un segnale di debolezza e lo esporrebbe, soprattutto adesso che Alfonso è sotto attacc o " spiegano. Almeno per le prossime settimane dovrà restare in quel ruolo, centrale, così da scoraggiare assalti che porterebbero dritte alla crisi di governo. E SI TORNA ancora a Renzi, che dice di non volerne sapere di un rimpasto ma che fuori taccuino ci pensa, eccome. " D ' altronde ha problemi nel controllare le sue ministre " buttano lì velenosi dal Movimento. Tanto poi a tamponare c ' è Conte, quello che deve rassicurare: tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Al lavoro Il premier Giuseppe Conte


Foto: La svolta Per regolare le nuove r i ap e r t u re, il presidente del Consiglio non farà un Dpcm ma un decreto