scarica l'app
MENU
Chiudi
03/06/2020

SASSARIBunnari tornerà presto a essere un lago. Mu…

La Nuova Sardegna

SASSARIBunnari tornerà presto a essere un lago. Muove i primi passi il maxi progetti di dismissione della diga bassa, quella più antica collaudata nel 1880. Con il successivo rinvaso dell'acqua nel bacino della diga alta, costruita nel 1932, in epoca fascista, e su cui sono stati fatti recenti lavori di manutenzione straordinaria costati 350 mila euro, circa. Un piano finanziato, dopo una lunga trattativa portata avanti nello scorso mandato dall'assessore Ottavio Sanna, con un finanziamento di 7,4 milioni di euro, sul quale Palazzo Ducale dovrebbe mettere le mani usufruendo del programma "Piano operativo infrastrutture" del ministero Infrastrutture e trasporti.Nel mentre inizia la fase progettuale, con il Comune che nei giorni scorsi ha pubblicato il bando da 880mila euro riguardante l'affidamento in appalto dello studio di fattibilità generale dell'intervento, la progettazione definitiva ed esecutiva e il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, l'opzione per la direzione dei lavori, contabilita' e coordinamento sicurezza in fase d'esecuzione. «L'appalto - sottolinea Palazzo Ducale - è costituito da un unico lotto poiché si ritiene che i servizi tecnici previsti, e riguardanti una singola e complessa infrastruttura come la diga in parola, siano da compiere attraverso una specifica esecuzione tecnico-professionale di tipo multidisciplinare, ma unitario per superare più efficacemente le peculiari criticità, garantendo all'intervento le necessarie condizioni di sicurezza».L'idea è dunque quella di dismettere la vecchia diga, e riempire di nuovo il lago, all'asciutto da quindici anni, che non sarà utilizzato per approvvigionare la città di Sassari (servita dagli invasi del Coghinas e del Bidighinzu), ma sarà sfruttato per fini turistici e sportivi, suggellando il progetto del parco attrezzato nato nel 2009 e andato avanti a singhiozzo, con alterne fortune.Con la dismissione della "diga bassa", per far fronte a eventuali straripamenti dovuti a onde di piena nella diga alta, sarà costruito un tunnel laterale che favorirà il deflusso dell'acqua. È stata scelta la soluzione di dismettere la diga bassa perché il suo ripristino comporterebbe costi molto elevati e ingiustificati in rapporto alla capacità di invaso e ai benefici che ne deriverebbero. Fra le tante ipotesi di intervento vagliate dai tecnici, inizialmente si era pensato anche a demolire una parte della diga bassa per consentire il riempimento di quella alta. Questa soluzione è stata scartata anche perché la demolizione avrebbe dovuto essere autorizzata dalla Soprintendenza, cosa molto difficile visto che la diga è sottoposta a vincoli di tutela perché considerata a tutti gli effetti come un esempio di archeologia industriale.Il Comune ha quindi optato per la realizzazione di un tunnel di deflusso dell'acqua, che sarà costruito lateralmente alla diga. Una volta ultimati i lavori per la dismissione della diga bassa e la costruzione del tunnel per il deflusso della acqua di piena, l'invaso sarà riempito e potrà diventare una vera attrazione turistica e sportiva. (g.bua)