scarica l'app
MENU
Chiudi
25/07/2020

Sas senza sconti: «A processo anche i vertici»

QN - La Nazione

di Stefano Brogioni FIRENZE Sas, l'inchiesta sulla partecipata di Palazzo Vecchio che imbarazza la politica approda davanti al giudice: il 29 ottobre, convocazione dal gip Antonella Zatini per 49 imputati, alcuni anche dai nomi pesanti, dopo la richiesta di rinvio a giudizio notificata in questi giorni dalla procura. Innanzitutto, non c'è stata alcune retromarcia nei confronti dei vertici Sas: il direttore generale Cristiano Rebecchi è tra gli imputati, così come il suo predecessore Simone Tani. Non potevano non sapere - è il riassunto del pensiero del pm Paolo Barlucchi, cristalizzato nelle imputazioni - dell'assenteismo e degli atteggiamenti di certi 'vigilini' da cui è scaturita l'inchiesta e dovevano denunciarlo. In totale, i dipendenti Sas coinvolti nell'inchiesta sono 16. Per molti, l'azienda ha già proceduto al licenziamento. Per altri sono in corso azioni disciplinari. E' certo che Rebecchi, dimissionario, a questo punto sarà sostituito: è già stato fatto il bando per individuare il nuovo direttore generale. Sempre per valutazione dei profili disciplinari, la procura ha trasmesso le carte dell'indagine anche al Comune di Firenze. Sono infatti 11 i dipendenti che dovranno comparire davanti al giudice e che ora rischiano anche sanzioni sul posto di lavoro. Cosa hanno fatto i dipendenti pubblici nell'inchiesta che è partita dai parcheggiatori abusivi di piazzale Vittorio Veneto? Si sarebbero fatti togliere multe da pochi spiccioli, utilizzando il canale di Nicola Raimondo, ex capo vigilino Sas (oggi licenziato) o dell'ex vigile (ora in pensione) Leonardo Toticchi. Tre indagati hanno chiesto di aderire alla 'messa alla prova', alternativa al processo. Probabilmente tante altre posizioni verranno definite già all'udienza preliminare. Dalle estorsioni e le vessazioni agli automobilisti che parcheggiavano al piazzale Vittorio Veneto delle Cascine, l'inchiesta Sas si è rivelata un pentolone che ha lambito la politica e che ha smascherato il diffuso malcostume di certi dipendenti pubblici nel togliere multe per sé o per gli amici. Tutto era cominciato dalla «necessità», condivisa anche dai vertici della polizia municipale e dell'amministrazione, di estirpare il problema dei parcheggiatori abusivi delle Cascine. La squadra di polizia giudiziaria della Municipale ha ben presto scoperto che tanta libertà d'azione del gruppetto che da anni presidiava la zona era dovuta anche alla connivenza dei 'vigilini'. Così, nell'associazione per delinquere ricostruita dal pm Barlucchi, ci sono finiti anche i controllori della sosta Sas Vittorio Sergi e Beatrice Chiaverini. Ma l'indagine si è allargata anche al 'ras' dei vigilini, quel Nicola Raimondo - accusato anche di assenteismo - che strizza l'occhio ai politici, fino in cima alla piramide Sas: le intercettazioni (e i verbali degli interrogatori) hanno suggerito alla procura di allargare le imputazioni nei confronti dei massimi dirigenti: sono accusati di omessa denuncia. E poi, nel fascicolo, ci sono svariate ipotesi d'abuso d'ufficio, relative alle multe archiviate: tra i beneficiari 'vip', il braccio destro di Eugenio Giani, Paolo Becattini, o Serena Nesti della segreteria di Nardella. Un frammento del procedimento, riguarda anche il 'traffico' dei biglietti omaggio, donati, secondo la ricostruzione del pm, da Jacopo Vicini, altro dipendente comunale che rischia il processo, per ingraziarsi elettori. C'è anche chi ha dimostrato la propria estraneità alle contestazioni, come l'imprenditore Massimo Gramigni o il dipendente Sas Maurizio Caprio. © RIPRODUZIONE RISERVATA