scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
18/03/2021

Sarà la spiaggia più fredda dell’estate 2021. Segn…

Il Tirreno - (5 _ continua) MANOLO MORANDINI

Sarà la spiaggia più fredda dell'estate 2021. Segnata dal gelo, a meno di novità, che è calato dal 9 marzo con la maxi inchiesta della Procura di Livorno. Alla Dog Beach di San Vincenzo, la concessione all'altezza della foce del fosso Botro ai marmi, che da 15 anni ospita sul litorale turisti e locali con i loro amici a quattro zampe, tutto si è fermato. E non si avvertono segnali in altra direzione. La concessione è finita sotto la lente del pubblico ministero Massimo Mannucci, che ipotizza il reato di concorso aggravato nel reato di turbata scelta del contraente a carico di otto persone. Nella rete delle indagini il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini, finito ai domiciliari per altri episodi, gli assessori al Turismo Elisa Malfatti e al Demanio Massimiliano Roventini, il segretario generale del Comune all'epoca dei fatti Salvatore De Priamo, il tecnico comunale Vinicio Meini e gli ex dirigenti comunali Nicola Falleni, oggi direttore generale al Comune di Livorno, Roberto Guazzelli, oggi dirigente al Comune di Rosignano, e l'imprenditore Luca Giovannini. Il bando per l'assegnazione della concessione 2021 è scaduto il 4 marzo. Il giorno successivo si è svolta la gara, con l'apertura delle offerte presentate. Ne sono arrivate due. Ma l'iter si è interrotto. Niente aggiudicazione. Una prudenza imposta dalla contingenza? Tra gli indagati c'è uno dei componenti la commissione: il geometra Meini. La spiaggia per cani, considerata un'eccellenza nel settore, è additata dal Gip come simbolo della «condotta disinvolta» del sindaco Bandini. Tra gli indagati c'è Giovannini che dal 2010 allo scorso anno ha gestito la concessione. Le modalità con cui nel tempo il Comune ha continuato ad affidarla allo stesso soggetto ritenute «discutibili». Bandi definiti "copia e incolla" per favorirlo, tempi di pubblicazione della gara strettissimi e in violazione della legge. Anche quello per l'affidamento di quest'anno è sovrapponibile al precedente. L'ipotesi di reato è turbamento del procedimento amministrativo di formazione di una gara in concorso aggravato. La contestazione è sulla condotta del 2019. Secondo gli inquirenti il sindaco Bandini, l'assessore Roventini e l'allora segretario comunale De Priamo «erano orientati a favorire il Giovannini e hanno costruito un bando realizzato con l'evidente proposito». Il Gip scrive che l'imprenditore era talmente certo dell'affidamento «da aver avviato i lavori di adeguamento dell'arenile ad aprile 2019, prima ancora della pubblicazione del bando e aveva addirittura informato della sua decisione il sindaco».Nell'ordinanza del Gip Mario Profeta si richiama un'intercettazione ambientale tra il padre del Giovannini, il sindaco e De Priamo nel corso della quale è proprio Bandini a sottolineare la necessità di un bando per l'affidamento della concessione: «Perché sennò diventa turbativa d'asta...eh». Passano i mesi e si accumulano le intercettazioni ritenute "piuttosto utili" dal Gip. Il 18 marzo 2019 Giovannini riceve da De Priamo «l'assicurazione di un bando copia e incolla». Il 19 aprile il sindaco rassicura il padre di Giovannini che avrebbe potuto riaprire dal giorno successivo. «Intanto possono aprire! ... tranquillamente, si fa la proroga del bando quindi non ci vuole autorizzazione e nulla». Invece, il 24 aprile si prende atto della segnalazione arrivata in Comune sulla riapertura della Dog Beach in assenza del bando. La microspia registra, nella stanza del sindaco, Roventini che sembra affermare la volontà di ignorarla: «O si fa finta di nulla e credo che sia la cosa più...». Nella stanza c'è anche l'imprenditore Giovannini che precisa di aver già riverniciato le strutture presenti sulla spiaggia. A quel punto Bandini sollecita via telefono i tempi per la pubblicazione del bando all'ufficio Lavori pubblici, consapevole che «è una forzatura la proroga del bando, non è proprio una cosa che si può fa! È una forzatura!». Nel corso della conversazione Giovannini fa presente che rispettando i termini per la pubblicazione del bando, ovvero 30 giorni, avrebbe perso giorni di lavoro. E che dal 17 maggio gli sarebbe servita la proroga, avendo già preso delle prenotazioni. Così Roventini: «Bisogno cercare un escamotage per fare la riduzione a quindici giorni». La ricostruzione della vicenda, oltre che sulle carte, poggia su una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche che nell'ordinanza del Gip del 9 marzo vengono accennate per brevi stralci. Eppure, la conclusione è che il sindaco, Roventini e De Priamo siano «perfettamente consapevoli che per il 2019 si sarebbe dovuto procedere all'aggiudicazione del servizio mediante procedura a evidenza pubblica». E sottolinea che «erano orientati a favorire il Giovannini e hanno costruito un bando, pubblicato per un arco temporale inferiore al dovuto, e realizzato con l'evidente proposito, e anzi la certezza, che la spiaggia sarebbe stata aggiudicata al Giovannini. Quest'ultimo era talmente convinto di ottenere l'affidamento da avere avviato i lavori di adeguamento del tratto di arenile ad aprile 2019, prima ancora della pubblicazione del bando e aveva informato della sua decisione il sindaco». La variabile imprevista è la partecipazione alla gara di un'associazione temporanea di due imprese (Ati), creata il penultimo giorno utile per partecipare al bando. Il Gip evidenzia la campagna di persuasione messa in campo contro gli antagonisti di Giovannini. Tanto che a uno dei promotori dell'Ati per il Gip «la volontà del Bandini era parsa chiarissima» e «ben consapevole degli interessi in gioco che, compreso il messaggio, aveva cercato di indurre» l'altro imprenditore dell'Ati a rinunciare. Tanto da sottolineare in un'intercettazione telefonica che si era trattato di una gara dal risultato già scritto. --(5 _ continua)© RIPRODUZIONE RISERVATA