MENU
Chiudi
23/09/2018

Sant’Antimo, per l’asilo nido nuovo bando tra le polemiche

Il Mattino

IL CASO
Nella Capasso
Il bando di gara per la copertura dei servizi complementari dell'asilo nido di Sant'Antimo, che scade domani, sta scatenando proteste da parte delle dieci lavoratrici già addette alla cura dei piccoli ospiti della struttura, dai 3 mesi ai 3 anni, e delle mamme. L'affidamento del servizio è scaduto a fine luglio.
Le operatrici coinvolte, educatrici e due cuoche, non hanno alcuna garanzia occupazionale. Non è stata prevista, nel bando, l'applicazione dell'articolo 50 del codice degli appalti, in base al quale i lavoratori licenziati dall'impresa uscente vengono contestualmente assunti dall'impresta entrante.
«Non rientra tra gli appalti a forte incidenza di manodopera per cui è prevista la clausola di salvaguardia sociale», fa sapere il sindaco, Aurelio Russo.
L'INCONTRO
Le lavoratrici hanno chiesto un incontro all'assessore alla pubblica istruzione, Giordano, e «l'immediata revoca dell'avviso pubblico, perché cancella con un colpo di spugna i diritti di noi lavoratori che da anni reggiamo il servizio con le nostre sole energie, garantendo elevati standard e raggiungendo la soddisfazione dei genitori».
I consiglieri di opposizione di centrodestra Chiariello e Treviglio chiedono la tutela delle lavoratrici che «sono state vergognosamente snobbate da questa amministrazione. Ignorate al pari delle mamme che giustamente chiedono semplicemente la continuità assistenziale che in questi casi è pedagogicamente indispensabile per i propri figli».
«CARENZA DI ORGANICO»
Sulla questione si è espressa anche Caterina Otranto, dirigente della Cisl Fp Napoli: «Il problema sta nella strutturale e annosa carenza di organico in un settore delicatissimo, che avrebbe dovuto esser risolta tramite procedure di assunzione del personale, e che invece l'amministrazione comunale pare voglia ulteriormente debilitare mandando a casa le lavoratrici storiche. Lascia stupiti la volontà dell'amministrazione di escludere immotivatamente anche il ricorso alla clausola di salvaguardia sociale». La sindacalista insinua il dubbio che «il progetto sia quello di chiudere definitivamente l'asilo nido comunale».
«ITER ADEGUATO»
Il sindaco, Aurelio Russo, replica sottolineando l'adeguatezza dell'iter «Il servizio in questione non ha mai previsto l'invocata clausola di salvaguardia sociale. Rassicuriamo, comunque, l'opposizione, ma soprattutto i genitori, che l'appalto in corso privilegerà l'impresa dotata di personale altamente qualificato a cui affidare i nostri bambini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore