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22/05/2021

«Sant’Agostino, tre anni per finire i lavori»

QN - Il Resto del Carlino

di Stefano Luppi «Appena avviati i lavori al Sant'Agostino, entro la fine di quest'anno, dovremo attendere un paio di anni e avremo i musei universitari nell'ex ospedale. Per concludere i lavori serviranno tre anni». Lo annuncia Luigi Benedetti, il segretario generale di Fondazione di Modena, proprietaria del megacomplesso di fronte a Palazzo dei Musei destinato a diventare il polo della cultura contemporanea. Come si ricorderà il complesso ampio oltre 24mila metri quadrati da anni è al centro di polemiche perché non si riesce a restaurarlo tanto che è stato abortito un vecchio progetto di Gae Aulenti. La gara del 2014 vinta da CCC con la Cmb di Carpi è stata annullata e ora arriva una nuova gara per i lavori. Benedetti lei, come direttore generale di Fondazione di Modena, proprietaria dell'ex ospedale, ha seguito l'intera vicenda del Sant'Agostino per anni: quali i principali intoppi? «Il problema principale che abbiamo avuto è consistito nell'annullamento degli atti avvenuto a seguito della sentenza del Tar a novembre 2015, atto che ha generato la necessità di ricostruire l'intero iter autorizzatorio sia dal punto di vista della disciplina urbanistica che della tutela del bene culturale. Solo nei primi mesi del 2021 si è ricostituito il quadro degli atti necessari ad avviare i lavori, con l'ultima autorizzazione del Comune di Modena attesa a breve». Fondazione ha fatto uno «scatto» negli ultimi tempi? «Più che di 'scatti', per il progetto Ago parlerei di un progressivo rafforzamento e condivisione degli orientamenti con i partner che ha dato risultati crescenti. Fondazione e Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, Mibac-Gallerie Estensi hanno continuamente dialogato sullo sviluppo del progetto. L'esito è sotto gli occhi di tutti: Ago è oggi popolato di iniziative comuni, DHMore e Fem operano a pieno regime, mentre si consolida la nuova programmazione annuale. Ago è il luogo dove sperimentiamo quotidianamente il modello di lavoro congiunto delle istituzioni che saranno ospitate negli edifici riqualificati». Ora avete annunciato il nuovo bando per il cantiere: rallenta o accelera la situazione? «Il bando consentirà di rispettare il calendario che da tempo ci siamo dati». Al bando da 25,6 milioni parteciperà, verosimilmente l'impresa che già aveva vinto. Non dovesse rivincere temete ricorsi e dunque altri rallentamenti? «Abbiamo analizzato con molta attenzione il quadro giuridico e il bando pubblico, per la sua trasparenza e aderenza alle caratteristiche di un progetto profondamente mutato rispetto al 2014, è lo strumento che offre migliori garanzie». Quali figure faranno parte della commissione tecnica giudicatrice della Fondazione? «La commissione sarà nominata dopo aver ricevuto le offerte, per azzerare il rischio di conflitti di interesse. Sarà certamente composta da figure di elevata e specifica preparazione tecnica e amministrativa». Quando ipotizzate di aprire il cantiere con l'azienda vincitrice? «Le confermo quanto già dichiarato dal presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli: il nostro obiettivo è aprire il cantiere entro il 2021. Il tempo massimo previsto nel disciplinare di gara per la conclusione del complesso dei lavori è circa tre anni». Quando verosimilmente il pubblico potrà vedere lì almeno i Musei universitari? «Puntiamo ad aprire i musei Unimore entro 2 anni dall'avvio dei lavori, in quanto la parte demaniale verrà realizzata per prima».