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28/04/2020

SANITÀ, COMITATI DI CONTROLLO E FUORI I PARTITI

Il Fatto Quotidiano - FILORETO D ' AGOSTINO

LEGGI SCIAGURATE Lo Stato ha aziendalizzato l ' organizzazione della salute pubblica e dato poteri ai direttori generali espressi dai politici regionali
La legislazione sanitaria della Lombardia deriva, seppure in modo parossistico, da quella statale. A quest ' ultima va peraltro imputata la causa prima delle difficoltà nell ' attuale emergenza. Si inizia così a prospettare una parziale centralizzazione per superare l ' intralcio di una ventina di sistemi coesistenti e non integrati. IL RITORNO delle attribuzioni allo Stato non è, tuttavia, decisivo se permane, per il resto, la disciplina di cui al d. lgs. n. 502/1992. Quella normativa: ha aziendalizzato l ' or ganizzazione sanitaria e conferito poteri assoluti ai direttori generali, espressione diretta della partitocrazia regionale; ha eliminato ogni forma di controllo sugli atti di quella dirigenza; è contraddittoria perché dichiara strumento ordinario di azione delle Asl il diritto privato, mentre l ' attività più importante, cioè la contrattualistica, è soggetta al diritto pubblico (codice appalti) sicché il residuale ricorso al diritto privato giustifica solo l ' es e r c iz i o tendenzialmente arbitrario di potestà organizzative interne; ha consentito l ' aumento a dismisura delle esternalizzazioni dei servizi, più costose e meno remunerative per gli operatori sottopagati; ha favorito chiusure a catena di ospedali e strutture sanitarie per asseriti obblighi di bilancio spesso in grave contrasto con primarie esigenze della popolazione; ha riversato eccessive risorse nel settore convenzionato, sottraendole alla sanità pubblica; ha parcellizzato la gestione a svantaggio di modelli capaci di offrire le migliori prestazioni sul territorio nazionale, violando il principio di omogeneità dei livelli essenziali di assistenza (ora parametro costituzionale); ha generato conflitti e controversie. Questo bel regalo agli italiani risale alla legislazione degli anni 90, una specie di ballo excelsior di riforme fondate su provincialismo ideologico, arroganza e mancanza di vera strategia. L ' errore funesto è l ' eliminazione dei controlli, perseguita eludendo e svuotando, prima della loro abrogazione nel 2001, precisi canoni costituzionali. Si è cioè scelto di passare da un ordinamento ispirato al criterio checks and b a la n c e s , proprio delle democrazie, al Führerprinzip espressione di assolutismo amministrativo. Ciò significa assenza di controlli giuridici e perfino democratici, prima assicurati attraverso i comitati di gestione che rispecchiavano i rapporti tra i partiti nelle realtà locali, garantendo conoscenza e controllo della cittadinanza interessata. L ' intero potere resta nelle mani di un soggetto di esclusiva designazione politica, libero di usarne per scienza personale o secondo i dettami dei suoi patroni in regione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: minore assistenza, strutture ridotte e spesso troppo distanti da raggiungere nelle urgenze, tempi lunghi se non biblici per qualsiasi prestazione, compressione del diritto di manifestazione del pensiero per i dipendenti di Asl e ospedali, indifferenza rispetto al problema enorme della medicina territoriale, dequotazione dei cittadini a utenti, svilimento del ruolo medico anche con stipendi vergognosi. UN DIRIGENTE MEDICO di secondo livello con turni massacranti di 12 ore, gravato di pesantissime responsabilità, ha una retribuzione quasi dimezzata rispetto a quella di un commesso del Senato, mentre i direttori generali viaggiano su altissimi stipendi oltre agli ovvi (e non) fringe benefits ... Per rimettere in piedi il sistema è indispensabile restaurare i controlli giuridici e democratici. I comitati regionali di controllo, di composizione mista Stato-Regioni, avevano dato buona prova. Sarebbe saggio riprendere quella esperienza: operavano celermente e con senso delle istituzioni, attenti a non farsi coinvolgere in attività non sicure sotto il profilo della responsabilità. Il ritorno dei comitati di controllo, unito a quello delle rappresentanze democratiche territoriali, determinerebbe un migliore rapporto anche con gli enti di riferimento, siano essi lo Stato o la regione.