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08/11/2018

San Siro, salta l’appalto E scattano i risarcimenti

QN - Il Giorno

di NICOLA PALMA - MILANO - NEL 2014 si presentarono in 24 per quell'appalto da 10 milioni di euro. Oggetto dei lavori: «Interventi relativi al progetto Executive sottotribuna 1° anello arancio e di risagomatura gradoni dello stadio Giuseppe Meazza». Peccato che dopo pochi mesi Inter e Milan revocarono la gara, parlando di «nuove priorità in termini di individuazione delle opere» nell'ottica del «risparmio di risorse pubbliche» e soprattutto in vista dell'assegnazione a San Siro della finale di Champions League del 2016. A distanza di quattro anni, una delle aziende che parteciparono al bando, la Paolo Beltrami spa, ha ottenuto dal Tar il diritto a chiedere il risarcimento alle due società di calcio per le spese inutilmente sostenute. Torniamo al 13 gennaio del 2014, quando Inter e Milan indicono la gara pubblica con base d'asta fissata a 10,2 milioni di euro. All'appello rispondono in 24, e tra il 18 e il 28 febbraio si tengono le due sedute per l'apertura dei plichi contenenti la documentazione amministrativa. IL 30 MAGGIO, però, arriva il brusco dietrofront: l'appalto è annullato, non se ne fa più nulla. Il motivo? «La stazione appaltante e l'amministrazione comunale (proprietaria del Meazza, ndr), sentita l'Uefa, hanno aperto un tavolo di lavoro finalizzato alla riprogrammazione del comparto delle opere attualmente in corso di rielaborazione per definire le nuove priorità in termini di individuazione delle opere stesse e delle tempistiche di esecuzione». Meno burocratica la spiegazione del rappresentante di Inter e Milan, che nell'incontro del collegio tecnico del 21 maggio fa mettere a verbale che «la risagomatura dei gradoni non riveste più interesse per la finale di Champions League». Per i giudici del Tar, è la conferma che «il complessivo comportamento della stazione appaltante non è si informato agli indefettibili canoni di trasparenza, lealtà, buona fede e correttezza». Vale a dire: la decisione non fu giustificata da eventi imprevedibili accaduti in corso d'opera, bensì da una precisa scelta dettata dall'attesa assegnazione dell'atto conclusivo della Coppa dei Campioni edizione 2016. DI CONSEGUENZA, il Tribunale amministrativo ha dato ragione alla Paolo Beltrami spa, dando a Inter e Milan 60 giorni per formulare una proposta di risarcimento all'azienda. L'ammontare non dovrà essere inferiore ai 20.785,25 euro spesi dalla ditta per partecipare alla gara; respinta invece la richiesta di risarcire la cosiddetta «perdita di chance», stimata dalla società nel 2% del valore complessivo dell'appalto saltato.nicola.palma@ilgiorno.net © RIPRODUZIONE RISERVATA

Inter e Milan bandiscono una gara d'appalto da 10 milioni di euro per opere al sottotribuna del 1° anello arancio e rifacimento dei gradoni

Il 21 maggio 2014

LE TAPPE


Il 13 gennaio 2014

Le due società spiegano durante una riunione che la risagomatura dei gradoni «non riveste più interesse per la finale di Champions League»


Il 30 maggio 2014

La procedura di gara viene improvvisamente revocata dalla stazione appaltante «tenuto conto dell'emergere di nuove priorità»

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