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13/03/2020

«Samuel tradito da un eccesso di zelo»

QN - Il Resto del Carlino

di Maria Silvia Cabri Si respirava un'atmosfera surreale ieri allo stabilimento Opas ex Italcarni di Migliarina, dopo l'infortunio di martedì sera costato la vita al 41enne ghanese Samuel Remel, dipendente della cooperativa Csa di Mantova che gestisce l'appalto delle pulizie presso il macello carpigiano. Per tutta la mattina le autorità sanitarie hanno proseguito gli accertamenti al fine di ricostruire le ragioni dell'infortunio. Secondo le prime informazioni, la morte sarebbe avvenuta per trascinamento del lavoratore, durante le operazioni di pulizia, all'interno di una macchina di uno dei reparti di lavorazione dello stabilimento. «Siamo molto scossi - commenta Valerio Bozzi, direttore generale Opas- Sembra essersi trattato di una tragica fatalità. Samuel Remel veniva di noi tutte le sere per gli interventi di sanificazione: un bravo ragazzo, molto serio e scrupoloso: forse è stato proprio un suo 'eccesso di zelo' a determinarne il tragico destino. Quando ripartiremo con l'attività, osserveremo cinque minuti di silenzio in suo onore. Inoltre stiamo valutando come poter aiutare la famiglia, la moglie e due figli, che sono in Ghana». Per l'intera giornata di ieri Filcams, Flai e Filt Cgil hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dello stabilimento Opas di Carpi e degli appalti. «Sono inammissibili i rischi che corrono i lavoratori sui nastri della struttura di Carpi - affermano i sindacalisti -. Questo infortunio mortale non può essere attribuito alla fatalità. A luglio scorso si è verificato un altro infortunio sui nastri, e un lavoratore era rimasto incastrato con la mano e in passato si sono registrati altri infortuni per carenze formative del personale degli appalti». «L'incidente è avvenuto nel comparto carni, dove il sistema degli appalti è molto diffuso e spesso prevalgono situazioni di precarietà, scarsa sicurezza, abusi, quando non addirittura infiltrazioni malavitose». Sull'infortunio interviene anche Domenico Chiatto della segreteria Cisl Emilia Centrale: «E' necessario fare piena luce su dinamiche e responsabilità. L'ennesima tragedia sul lavoro è accaduta in un'azienda in cui tutte le attività, pulizie comprese, sono terziarizzate, cioè affidate a imprese esterne, il che significa che è più complicato applicare tutte le misure di protezione e prevenzione. Questo dovrebbe obbligare le aziende committenti a un plus di organizzazione e responsabilità, formazione e informazione, procedure e dispositivi per garantire la sicurezza a tutti i lavoratori». «E' necessario potenziare i controlli e promuovere una maggiore formazione e cultura della sicurezza, per evitare simili tragedie», chiosa Paolo Capone, segretario generale Ugl.