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01/06/2019

SALVINOMICS ALLA GIAPPONESE

Milano Finanza - Luisa Leone e Andrea Pira

RICETTE
SALVINOMICS ALLA GIAPPONESE Più ancora che sui migranti e la sicurezza, la fase due della Lega di governo, dopo la vittoria elettorale alle europee del 26 maggio scorso, sembra tutta centrata sull'economia. La Flat tax è la nuova bandiera del vicepremier Matteo Salvini e la sua squadra economica ha già messo a punto la ricetta che dovrà ispirare l'azione dell'esecutivo nei prossimi mesi. Una ricetta con suggestioni molto orientali, se è vero che il capo della Lega non ha mai fatto mistero di ispirarsi alla strategia economica del Giappone, basata, manco a dirlo, su politiche monetarie e dei conti pubblici espansive, nonostante il debito pubblico più alto dell'Ocse.E il recente incontro romano con il premier Abe Shinzo avrà forse contribuito a rafforzare la convinzione della necessità di un'impostazione di questo tipo per il rilancio dell'economia italiana. Dal no ai vincoli europei, passando per una finanza più a servizio dell'economia reale, fino allo stop al Codice degli Appalti e al rilancio di Tav, per arrivare a Quota 41, ecco il bignami della Leganomics. Conti pubblici. I «numerini» e le «regolette» non gli interessano. Salvini lo ripete come un mantra tutte le volte che si parla del rispetto dei parametri europei. Anche il totem del rapporto deficit/pil non superiore al 3% ha perso la sua sacralità da quando il leader della Lega, forte dell'investitura popolare del voto europeo, si è di fatto intestato l'agenda economica del governo. Per prima cosa il vicepremier ha subito messo il veto all'ipotesi che la messa in mora dell'Europa sul debito possa portare a una manovra correttiva dei conti 2019. Così come non ha lasciato spazio a ragionamenti su aumenti dell'Iva, che dovranno quindi essere sterilizzati con la prossima legge di Bilancio, rinvenendo in altro modo gli oltre 23 miliardi di euro di gettito previsto. Anche se sulle possibili coperture le indicazioni, almeno per ora, sono piuttosto generiche e vanno dalla spendig review alla lotta all'evasione fiscale. Rimane sullo sfondo, almeno in questa fase, la prima misura-bandiera del partito: l'addio alla legge Fornero. Quota 100, il provvedimento che permette di andare in pensione in anticipo rispetto ai rigidi paletti fissati dalla riforma, resterà in vigore per tre anni e per il dopo la Lega ha già proposto Quota 41, ovvero la possibilità per tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall'età. Fisco. La flat tax è il nuovo cavallo di battaglia di Salvini. Gli sherpa economici del vicepremier hanno messo a punto una proposta dal costo di 30 miliardi presentata come piatto centrale della prossima legge di Bilancio. L'ufficialità non c'è ancora ma la proposta dovrebbe prevedere un'Irpef al 15% per le famiglie con redditi fino a 50 mila euro e un'Ires al 20% per le imprese. Di certo c'è che per ora Salvini è riuscito a portare sul carro della flat tax sia i partner di governo grillini che il ministro dell'Economia Giovanni Tria. Altro ingrediente fondamentale della ricetta economica salviniana è poi la cosiddetta Pace fiscale, un mix di rottamazione delle cartelle (si vuole portare al 31 luglio il termine per l'adesione), definizione agevolata delle liti fiscali e saldo e stralcio per i contribuenti con Isee fino a 20 mila euro. Alla Pace fiscale dovrebbe affiancarsi presto l'estensione del saldo e stralcio alle imprese in difficoltà e anche il principio di inversione dell'onere della prova. Infine, un'altra priorità dell'agenda leghista sono le Autonomie differenziate, che dovrebbero contenere anche un capitolo fiscale, permettendo alle Regioni di avere tributi proprio collegati alle nuove funzioni che verranno loro trasferite. Finanza. Già dall'approvazione della legge di Bilancio 2019 che la pattuglia parlamentare del Carroccio ha provato a prendere in mano i dossier legati al risparmio degli italiani per convogliarlo verso l'economia reale, a partire dalla sua spina dorsale, le piccole e medie imprese. Porta la firma leghista la nuova normativa sui Piani individuali di risparmio (Pir), che prevede per l'accesso alle agevolazioni fiscali che almeno il 3,5% della raccolta vada in investimenti in strumenti finanziari quotati emessi dalle pmi e un altro 3,5% in venture capital. È sempre il Carroccio a portare avanti la defiscalizzazione degli Eltif, proposta come emendamento al decreto Crescita. Si tratta di fondi chiusi di nuova generazione, che investono in pmi non quotate e quotate, sono strumenti a lungo termine adatti al private banking e i fondi pensione, e per i quali si vuole introdurre una detrazione del 30%. Per la Fase 2 del governo si torna anche a parlare di Conti individuali di risparmio o Cir, pensati per sostenere l'investimento delle famiglie in titoli di Stato italiani con una serie di incentivi fiscali quali la deducibilità al 23% delle cifre investite e l'irrilevanza ai fini Irpef di eventuali plusvalenze o minusvalenze. Su banche e Npl si registra l'attenzione sulla possibilità di creare una bad bank pubblica per aiutare lo smaltimento dei crediti in sofferenza. La Lega è poi saltata sul carro, finora grillino, dello sviluppo digitale, proponendo una normativa semplificata (sand box) per le startup del fintech, in grado di concedere 18 mesi di sperimentazione, con minori vincoli rispetto all'usuale, alle aziende di settore. Infrastrutture. La sospensione per due anni del codice degli appalti, per velocizzare la realizzazione di opere grandi e piccole, è l'ultimo asso tirato fuori dalla manica da Salvini, già inserita come emendamento al decreto Sblocca Cantieri. La Lega ha comunque sempre remato contro la politica «revisionista» del M5S, fatta di analisi costi-benefici, rispetto alle grandi infrastrutture già finanziate, dalla Tav, nuovamente inserita tra le priorità dell'esecutivo, al Terzo valico ferroviario, f i n o to al decreto Sblocca Cantieri. La Lega ha comunque sempre remato contro la politica «revisionista» del M5S, fatta di analisi costi-benefici, rispetto alle grandi infrastrutture già finanziate, dalla Tav, nuovamente inserita tra le priorità dell'esecutivo, al Terzo valico ferroviario, f i n o all'alta velocità BresciaPadova. Patriottismo economico. Difesa del settore agricolo, dei marchi storici e no alla direttiva Bolkestein sulle concessioni. La ricetta economica salviniana passa anche per una sorta di nazionalismo economico che punta alla revisione della politica agricola comune, per tutelare gli interessi degli operatori italiani, si concretizza in una proposta di legge sulla difesa del made in Italy. (riproduzione riservata)

PUNTO PER PUNTO, L'AGENDA ECONOMICA DELLA LEGA

CONTI PUBBLICI • Revisione dei parametri di Maastricht • Superamento della legge Fornero • Stop agli aumenti dell'Iva INFRASTRUTTURE • Tav • Gronda di Genova • Terzo Valico dei Giovi • Sospensione per due anni del codice degli appalti
GRAFICA MF-MILANO FINANZA FISCO • Pace fiscale • Flat Tax • Saldo e stralcio per le imprese in difficoltà • Inversione onere della prova • Autonomia regionale differenziata PROTEZIONISMO ECONOMICO • Stop alla direttiva Bolkestein • Revisione della politica agricola comune • Tutela del Made in Italy FINANZA • Pir2 • Conti individuali risparmio (Cir) • Eltif • Sandbox per il Fintech • Bad Bank pubblica

Foto: Matteo Salvini