scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
25/08/2021

Salvini trova sponda in Draghi

Libero - LORENZO MOTTOLA

Colloquio a Palazzo Chigi dopo il patto con Silvio
Matteo chiede un cambio di rotta al governo, a cominciare dal Viminale
Il fatto curioso è che, alla vigilia del G7 straordinario convocato oggi per discutere della crisi afghana, Mario Draghi abbia incontrato prima Matteo Salvini e solo dopo gli eminenti ministri di Esteri e Difesa, ovvero Luigi Di Maio e il dem Lorenzo Guerini. Ma forse è solo una coincidenza. Di sicuro c'è che qualcosa sta cambiando nei "pesi" del governo. Dopo il summit vista-vulcano a Villa Certosa con Silvio Berlusconi, il leader leghista è tornato a Roma con diverse carte in più da giocare. Le manovre per la federazione con Forza Italia danno all'ex ministro dell'Interno la possibilità di presentarsi di fronte al premier come rappresentante di tutto il centrodestra "di governo", un teorico gruppo parlamentare che numericamente in aula (...) segue ➔ a pagina 3 segue dalla prima LORENZO MOTTOLA (...) ha più consistenza di ogni altra forza politica. Un fatto che nell'immediato potrebbe rappresentare un problema soprattutto per Luciana Lamorgese, finita al centro del fuoco incrociato di maggioranza e opposizione contemporaneamente. Draghi ha chiamato ieri mattina il senatore del Carroccio per fissare un incontro, cosa che programma di fare con tutti i leader della maggioranza. Matteo si trovava nella capitale per incontrare gli ambasciatori di Pakistan e Afghanistan e così, prima di pranzo, è arrivato a Palazzo Chigi. Ufficialmente l'obiettivo del colloquio era preparare la ripresa dell'attività di governo in seguito alla pausa estiva. E in generale, Salvini ha chiesto un cambio di passo su alcuni temi. «Dobbiamo fare in modo che l'autunno non sia "caldo" come tutti si aspettano», ha spiegato. Al primo punto dell'agenda c'è la crisi innescata dal ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan. La Lega ha aperto all'accoglienza di donne e bambini in fuga da Kabul, ma pretende di mantenere alta l'attenzione sull'immigrazione, in particolare per quanto riguarda gli sbarchi e la possibile infiltrazione di terroristi nel nostro Paese attraverso i flussi da Asia e Africa. E non è un mistero: Matteo vorrebbe vedere la Lamorgese fuori dal Viminale. Subito. Sia per la disastrosa gestione dell'immigrazione clandestina che per quanto successo a Viterbo, con la polizia costretta ad assistere impotente alla cinque giorni di festa a base di droghe psicotrope organizzata nelle campagne laziali. ENNESIMO AFFONDO Durante il vertice, Salvini non ha direttamente chiesto le dimissioni del ministro (così come non si è parlato degli attacchi della sinistra al sottosegretario Claudio Durigon) ma appena lasciato l'ufficio del premier si è presentato di fronte alle telecamere ed è tornato a sparare a zero contro l'ex prefetto: «I numeri ci dicono che il ministro dell'Interno non sta svolgendo il suo ruolo, siamo passati da 9mila a 37mila arrivi nell'estate del Covid, non è sostenibile». L'idea ora è quella di organizzare un "processo" in Parlamento. «La Lega chiederà formalmente che il ministro dell'Interno venga in Aula a riferire di tutto quello che non sta facendo». Di fronte a un simile scenario, in altri Paesi, un ministro potrebbe anche ragionare sulla possibilità di farsi da parte. Ma difficilmente in questo caso sara Draghi a spingere perché ciò accada. Fdi intanto minaccia di presentare una mozione di sfiducia. LE RIFORME Salvini e Draghi hanno parlato anche di economia. «Ci sono da bloccare 60 milioni di cartelle di Equitalia, c'è la riforma delle pensioni a cui lavorare, c'è la riforma della giustizia, della pubblica amministrazione, del codice degli appalti e poi c'è la riapertura delle scuole da garantire in presenza». Argomenti simili a quelli trattati nel pomeriggio, quando il premier ha incontrato Giancarlo Giorgetti. Il presidente del Consiglio in questi giorni vedrà tutti i suoi ministri per preparare una ripresa veloce delle attività. Il tutto con difficoltà crescenti da affrontare, in particolare per quanto riguarda l'epidemia di Covid. Nel governo tanti parlano di obbligo vaccinale, ma su questo la posizione leghista è drastica: «Nessun Paese europeo l'ha previsto, visto che guardiamo sempre all'Europa», dice Salvini, «e se vogliamo parlare di Covid, ricordo che nel continente africano i vaccinati sono 2 su 100. Non si può chiedere il Green pass per andare al bar e intanto permettere l'arrivo di decine di migliaia di persone». L'assalto alla Lamorgese è iniziato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il segretario della Lega Matteo Salvini (LaPresse)